ICAM: da che pulpito arrivano le predicheNon ho l’abitudine di intervenire su ogni argomento, ma la discussione che si è innescata sulla politica industriale nella Provincia di Lecco a seguito della vicenda del trasferimento dell’azienda ICAM ha assunto toni da opera pirandelliana, dove gli attori recitano una parte a soggetto, indipendentemente dai loro ruoli. In particolare mi colpiscono le accuse del Sindaco di Lecco Faggi e dell’Assessore Perossi sulle responsabilità politiche della Provincia di Lecco per una mancata politica industriale. Ma scusate sono vent’anni che le aziende fuggono da Lecco, gli spazi lasciati vuoti dai casi Badoni – SAE – Caleotto, quale politica di riconversione industriale hanno portato se non la rinuncia a ridisegnare la città di Lecco del futuro. Sarebbe interessante conoscere l’elenco delle aziende che sono entrate in questi anni a Lecco città e di quelle che sono uscite e delle prospettive della nuova Caserma dei Vigili del Fuoco che rischia di espatriare in Brianza. Leggo peraltro su altra stampa che l’amico consigliere regionale Giulio Boscagli ammonisce gli amministratori locali rispetto alla inopportunità di nuovi supermercati nella Provincia di Lecco: forse non ci si è accorti di quale è stata l’entità dell’ultima espansione urbanistico- commerciale a Lecco decisa negli ultimi due mesi? Verrebbe da dire con De Andrè: “ Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio”. E mi si permetta uno sfogo: da Sindaco di Valmadrera col nuovo Piano regolatore ho favorito l’ampliamento di una vasta zona industriale al di là della ferrovia; fui attaccato, come è normale e fisiologico, dall’allora opposizione di centro- destra e non mi risulta di aver ottenuto grande sostegno da parte delle realtà politiche della città di Lecco. Da amministratore non feci proclami: mi confrontai con imprenditori e sindacati, trovando risposte concrete. Infine sulla vicenda ICAM e il Comune di Nibionno: vi è stata la richiesta legittima della Ditta ICAM di trasformare tramite sportello unico un’area agricola di 35000 mq in una area industriale con una superficie coperta di 25000. Ripeto, richiesta legittima, da verificare coinvolgendo tutti i rappresentanti istituzionali anche per gli eventuali problemi ambientali. Questo non è stato fatto dal precedente sindaco Redaelli e il nuovo sindaco Negri, peraltro dirigente di azienda, si è trovato in iter di approvazione sulla stessa zona altre due domande di trasformazione da zona agricola ad industriale per altri 45000 mq di superficie. Questa è la situazione che la Giunta Negri si è trovata ad affrontare, con una scelta autonoma, che posso condividere o meno, ma che riguardava la destinazione di tutta una zona di oltre 80000 mq con cambio di destinazione da agricola ad industriale. Rispetto alle critiche dure che il segretario della CIGL, Anghileri, rivolge al mondo politico, mi domando se una programmazione industriale del territorio non è compito di tutti nell’interesse globale, perché se domani mattina a Valmadrera, un’azienda di 200 dipendenti ha bisogno di ampliarsi, secondo un dato di equità, non dovrebbe essere un problema solo di quel territorio. Sinceramente, ritengo il trasferimento dell’ICAM fuori provincia una sconfitta per tutti, ma pure una responsabilità per tutti. Non so e non penso esistano gli strumenti per cambiare scelta: la Provincia di Lecco ha fatto 3-4 proposte di aree industriali che indubbiamente hanno i costi delle aree industriali, ma questo è un problema che coinvolge tutti gli imprenditori e su cui le associazioni di categoria, penso, sapranno aprire al più presto un confronto con gli amministratori. Se vi sono altre proposte o opportunità in tempi brevi si esaminino: frattanto il Comune di Lecco sarebbe opportuno riveli quali prospettive urbanistiche prevede sulla zona occupata attualmente dall’ICAM. A Virginio Brivio penso si possano imputare tante cose, non certo il coraggio di aver affrontato il “progetto MAIS” tra mille difficoltà degli amministratori locali e su questa scelta importantissima, occorrerà chiarire al più presto i criteri per i costi delle aree per i relativi proprietari e per gli acquirenti e di assegnazione delle stesse. Con amicizia gli ricordo che la storia è sempre più giusta e oggettiva della cronaca della quotidianità e per dirla con don Rodrigo nel VI capitolo dei Promessi Sposi “ quando mi viene lo schiribizzo di sentire una predica, so benissimo andare in Chiesa, come fanno gli altri”. On. Antonio Rusconi 14 ottobre 2006 | ||||||||||||
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