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Competitività: il ruolo importante delle regioni nella filiera della conoscenza

L'intervento del Ministro per le Riforme e l'Innovazione Nicolais al convegno di oggi (martedì 28 novembre 2006) dell'Ulivo

La competitività è la parte finale della filiera della conoscenza. E dentro questo percorso i diversi livelli di governo, dall'Europa agli enti locali, non devono sovrapporsi, ma anzi sostenere le imprese che basano i loro prodotti proprio sul contenuto di conoscenza. Questo, in sintesi, il messaggio che Luigi Nicolais, Ministro per le Riforme e per le Innovazioni nella pubblica amministrazione, ha portato al convegno "Competitività e innovazione: le nuove opportunità ed i nuovi strumenti lombardi e nazionali", organizzato oggi, martedì 28 novembre 2006, dall'Ulivo in Regione Lombardia. "La scuola e l'università devono parlarsi prima che i ragazzi arrivino all'ateneo", ha detto il Ministro, spiegando i vari livelli della filiera della conoscenza. Così pure, "la ricerca, per diventare innovazione, deve compiere un percorso lungo, quello che cioè la trasforma da idea a prodotto prototipale. E ogni passo deve essere facilitato dalle istituzioni e dagli enti pubblici di ricerca, dalla stessa università, come pure dall'impresa. Ma il prototipo diventa competitivo solo se il mercato e la finanza sanno sostenerlo". Un processo complesso, insomma, che "coinvolge Europa, Stato e Regioni, ma spetta a queste ultime concentrare il sostegno sui suoi punti di forza. E dunque il Governo ha un ruolo di regia, mentre la Regione compie l'azione propulsiva nello sviluppo del territorio". Valutare la qualità, scegliendo attraverso sistemi di valutazione, internazionalizzare - e non delocalizzare - sono fondamentali nel processo che, ha concluso Nicolais, vede "conoscenza, innovazione e competitività come il futuro del Paese".

"È un momento importante, in cui si stanno sviluppando sia a livello nazionale che a livello regionale nuove normative per favorire la competitività delle imprese - ha spiegato Stefano Tosi, consigliere regionale dei Ds-Ulivo -. È bene che le istituzioni in questo momento dialoghino, perché dobbiamo presentare al mondo economico lombardo una proposta di normativa coerente. La sfida in favore della competitività è comune. Riteniamo che il progetto di legge lombardo che se ne occupa ed è attualmente al vaglio, possa essere ulteriormente migliorato e in tal senso ci muoveremo durante la discussione in Consiglio. Il Ministro Nicolais ha confermato oggi gli impegni presi dal Governo e ha descritto uno scenario assolutamente condivisibile in cui la Lombardia potrà svolgere un ruolo di primattore".

D'accordo Carlo Spreafico, consigliere della Margherita-Ulivo, che riconosce alla legge un merito importante. "Per legge non si aumenta la competitività - ha fatto notare il consigliere -, quindi siamo di fronte a un provvedimento quadro e di stampo mediatico che potrà avere effetti pratici sul sistema solo se collegato alla gestione del mercato del lavoro, del sistema istruzione e formazione e degli aiuti allo sviluppo dell'Unione europea. Tuttavia, rispetto al testo iniziale si è introdotto per la prima volta in una legge regionale il riconoscimento di una governance del sistema economico che assume il Patto per lo Sviluppo e i Tavoli Territoriali di Confronto provinciali. E' la più importante innovazione da alcuni anni, rispetto all'impalcatura centralista della Giunta e poco attenta al ruolo delle parti sociali e del territorio. Tra i punti più deboli della legge - ha concluso Spreafico - vi è invece lo scarso riconoscimento al ruolo del capitale umano nella gestione del sistema lombardo".

Per Riccardo Sarfatti, coordinatore dell'Unione, "è indispensabile creare le condizioni perché le potenzialità imprenditoriali dell'Italia, bloccate per tanti anni, possano partecipare a un progetto di Paese chiaro e identificabile che consolidi quelle specificità che già tutto il mondo ci riconosce. Bisogna mettere insieme su progetti concreti istituzioni regionali, università e centri di ricerca, associazioni di categoria, sindacati, imprese e lavoratori. Solo in questo modo si definisce la nuova governance e si rilancia l'Italia".

28 novembre 2006


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