Competitività, istruzione professionale, mercato del lavoro: tre leggi per un unico progetto"Il Pdl 150 dovrebbe fondamentalmente rispondere alle necessità di riorganizzare la legislazione regionale in funzione delle nuove disposizioni che regoleranno dal 2007 gli altri aiuti comunitari al sistema economico e sociale", è il commento del consigliere regionale della Margherita Carlo Spreafico, in merito alla discussione, che si sta tenendo, nella IV Commissione Attività produttive, sul progetto di legge sulla competitività. "Il riequilibrio tra fondo sociale e fondo per lo sviluppo potrebbe infatti assestarsi sul 60% e 40% contro l'attuale 77% e 23% - continua Spreafico -. Inoltre, al fondo per lo sviluppo potrà accedere una platea di imprese e sistemi non più limitata a quelli ricadenti nell'obiettivo 2 (di fatto oggi concentrati nella fascia pedemontana e su alcuni assi di crisi industriali anni Ottanta)". "Non possiamo che avere un approccio positivo e collaborativo alla questione - secondo il consigliere della Margherita -, come già abbiamo fatto con la legge regionale sul Mercato del lavoro e come dovremo fare con quella per il riordino del sistema formativo e d'istruzione. I tre provvedimenti sono intrecciati e devono costituire un unico pacchetto legislativo che va gestito insieme, in modo cioè coordinato, per evitare che il mercato del lavoro vada da una parte, la formazione dall'altra e i fondi per lo sviluppo da un'altra ancora". A sua volta, la governance, prosegue Spreafico, "deve basarsi su una cabina di regia: il nuovo modello deve evitare che sul Consiglio sia concentrata la riorganizzazione del sistema e sull'esecutivo il ruolo di referente per le azioni di sviluppo. Il patto per lo sviluppo e i tavoli territoriali di confronto devono diventare molto più efficaci perché sono la sede per definire la priorità in un territorio. Va altresì chiarito il differente ruolo delle parti sociali delle autonomie funzionali, dell'associazionismo civile e delle nuove strutture distrettuali". Infine, un ultimo aspetto riguarda "la lotta al lavoro sommerso e irregolare, in quanto forma di dumping che altera la regolare concorrenza fra imprese". 9 novembre 2006 | ||||||||||||
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