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Scuola, investimento per il futuro del Paese

Antonio Rusconi, responsabile nazionale Scuola per la Margherita, ha coordinato i lavori del convegno "Sapere, sviluppo, equità. La Scuola, l'Università e la Ricerca per il futuro dell'Italia" svoltosi mercoledì scorso, 27 settembre, a Roma e al quale sono intervenuti il ministro dell’Istruzione, Beppe Fioroni e dell’Università Fabio Mussi. Tra i presenti in sala anche l’ex ministro dell’Istruzione, Luigi Berlinguer, e l’assessore del Lazio, Silvia Costa (coordinatrice della IX Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni).

Dopo aver ricordato le parole del vicepresidente di Confindustria, Gianfelice Rocca, consigliere incaricato per l’Education («Un Paese che non investe in istruzione, ricerca e università fa solo bassa manutenzione») e aver sottolineato “le responsabilità dell’Unione per attuare quanto previsto nel suo programma, pur nelle difficoltà economiche del momento”, il deputato lecchese ha evidenziato: “Comuni, Province, Regioni, Stato devono cambiare mentalità: il sapere deve essere visto come investimento, non come costo”.

Quindi ha passato in rassegna alcuni temi a partire dal metodo: “Bisogna impegnarsi a condividere le riforme con la società civile, il mondo della scuola e dell’università, le associazioni, gli imprenditori, il sindacato. Il primo limite della riforma Moratti è stato quello di far svolgere il lavoro della Commissione Bertagna nelle segrete di qualche stanza... limitandosi a qualche audizione improbabile. Noi del centrosinistra crediamo invece che qualunque scelta rilevante debba passare dalla condivisione”. Poi ha parlato di referendum: “Abbiamo spazzato via la pessima riforma Calderoni, ma è bene ricordare che la riforma del titolo V della Costituzione resta più che mai valida. Bisogna migliorare il lavoro della Conferenza Stato Regioni: allo Stato toccano norme generali e principi di fondo, alle Regioni la programmazione scolastica”.

Un altro punto fondamentale è quello relativo alla valorizzazione degli insegnanti. “Non si può fare un salto di qualità senza rimotivare il personale docente. Ecco perché bisogna aver ben presente il passaggio dedicato al tema dal programma elettorale di Romano Prodi: “Del resto non c’è processo di riforma del sistema educativo se non c’è coinvolgimento degli insegnanti che ne condividano progetto e percorsi. Sono quindi necessarie politiche di valorizzazione della professionalità di chi opera nella scuola, per restituire loro la dignità e il senso di una professione strategica per il Paese.Lo stato di forte disagio in cui versa il mondo della scuola deriva anche dal disconoscimento e dalla sottovalutazione della funzione e dell’autorevolezza sociale degli insegnanti. Non sono possibili riforme senza che i destinatari ne siano anche protagonisti; non si fanno buone riforme nonostante gli insegnanti“. E’ importante, in quest’ottica, che la Finanziaria preveda un impegno pluriennale sui precari ma anche un percorso per delineare nuove modalità di reclutamento dei docenti di domani di scuola e università. L’obiettivo deve essere quello di rendere appetibile questa professione attirando i migliori giovani”. E ha aggiunto: “Bisogna arginare la deriva del liceismo provocata della riforma Moratti, che ha causato anche problemi di edilizia scolastica, valorizzando invece il ruolo della formazione professionale e degli istituti tecnici”.

Parlando poi di obbligo dell’istruzione fino ai 16 anni ha evidenziato: “Serve un biennio unitario. Occorre lavorare per evitare la dispersione scolastica e realizzare un inserimento fattivo dei disabili nel mondo del lavoro. La libertà di scelta deve essere reale. Lo Stato deve garantire a tutti le medesime opportunità offrendo una pluralità di risposte”. E ha rimarcato la necessità di “rilanciare l’autonomia scolastica dal punto di vista della didattica, dell’organizzazione, della gestione, delle relazioni col territorio”.

Infine Rusconi ha toccato altre due questione. In primis ha chiesto interventi in Finanziaria sul fronte dell'edilizia scolastica "per evitare che si possano ripetere episodi come quelli del Molise". E poi ha evidenziato "il primato della famiglia in tema di istruzione: le scuole paritarie non sono i diplomifici! E' bene distinguere tra chi fa profitto e chi no, nel campo della scuola come in quello della sanità". In chiusura poi ha lanciato un appello ai presenti al fine di "sostenere i ministri Mussi e Fioroni nella loro richiesta di non penalizzare in Finanziaria la scuola. Bisogna trovare risorse per l'istruzione all'interno dei 14 miliardi di euro di investimenti. La scuola deve tornare a essere priorità per il Paese".

29 settembre 2006


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