Salviamo Università ed Enti di ricercaSembrava che piovesse e invece ormai grandina. Non solo non ci sono risorse aggiuntive, ma enti e università sono colpiti da uno dei tagli più gravi. Già il decreto di luglio aveva sottratto circa 150 milioni di euro dalle spese intermedie. Ora si aggiunge una rimodulazione dell’art. 53 che comporta una diminuzione di 350 milioni degli stanziamenti del Ministero della ricerca, di cui 207 milioni (12 per cento) in meno per gli enti e altri tagli nel diritto allo studio e nell’edilizia universitaria. Tutto ciò è in contrasto con l’interesse del paese, con il programma elettorale del centro sinistra e perfino con il buon senso. Infatti se non si modifica la situazione non si potranno neppure pagare gli stipendi dei ricercatori. Ci sono solo due soluzioni. Primo, il ministro dell’economia trova risorse aggiuntive ed elimina i tagli. Se questo non accadrà si dovrà risolvere il problema all’interno dei fondi già stanziati per ricerca e innovazione. E’ attualmente disponibile 1 miliardo di euro di cui 300 milioni per i bandi di ricerca e 700 milioni per la ricerca industriale. Si tratta di ottime iniziative, ma non ce le spossiamo permettere se nel frattempo si impedisce il funzionamento quotidiano degli enti. E’ inutile acquistare un bel lampadario se non ci sono soldi per pagare le bollette della luce. Se il ministro dell’economia non risolve il problema presenteremo un subemendamento per finanziare enti e università utilizzano una parte della somma destinata a bandi e ricerca industriale. on. Walter Tocci - on. Manuela Ghizzoni - on. Domenico Volpini - on. Antonio Rusconi 10 novembre 2006 | ||||||||||||
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