Più fiducia verso la piccola impresaLa vicenda riguardante gli studi di settore ha visto il Parlamento fortemente impegnato a comprendere le giuste ragioni rappresentate dalle Confederazioni dell’artigianato, del commercio e delle piccole imprese. Ragioni che sono state progressivamente recepite, pur mantenendo ferma l’esigenza di contrastare i fenomeni di evasione fiscale. Il ruolo esercitato dal Parlamento è stato determinante prima al Senato e poi alla Camera dove, proprio in queste ore, sta trovando accoglimento la norma che rovescia l’onere della prova tra contribuenti e Amministrazione Finanziaria. Si tratta dell’ultima tappa di un lavoro lungo e complesso, svolto con spirito costruttivo e con l’obiettivo di depotenziare gli indicatori di normalità e di far tornare gli studi di settore ad essere un corretto strumento di “indicazione dei ricavi” anziché una modalità per la “determinazione automatica dei redditi”. Dicevo che il Parlamento ha lavorato assiduamente. Il tema della politica fiscale è stato per molti giorni protagonista del dibattito nelle Aule di Montecitorio e di Palazzo Madama. Fino ad arrivare ad iniziative decisive per consentire la ripresa del dialogo e del confronto tra le Organizzazioni delle piccole imprese e il Vice Ministro delle Finanze Vincenzo Visco. Mi riferisco alle due mozioni, presentate dalla maggioranza e dall’opposizione ed approvate dal Senato lo scorso 26 giugno, che impegnavano il Governo a recepire le istanze sollevate da artigiani e commercianti. Analoga attenzione alla Camera con tre interrogazioni al premier Prodi durante il question time del 20 giugno. Ora mi auguro che gli studi di settore si consolidino come strumento selettivo di equità fiscale, in tal modo attuando gli impegni contenuti nel Protocollo d’intesa sottoscritto, il 14 dicembre 2006, dal Ministro Bersani e dai rappresentanti delle Confederazioni dell’artigianato, del commercio e delle piccole imprese. Sarà così possibile rinsaldare un clima di reciproca fiducia in materia fiscale, offrendo agli imprenditori quegli elementi di certezza indispensabili per affrontare le sfide dello sviluppo e delle competitività. La visita del senatore Benvenuto, Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato lunedì prossimo a Lecco, su iniziativa dell’On. Codurelli e del sottoscritto, va nella direzione di un recupero di credibilità da parte del costituente Partito Democratico nei confronti di una piccola e media impresa risorsa del Paese e soprattutto del nostro territorio. 20 giugno 2007 | ||||||||||||
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