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Sì alla certificazione energetica, no al modello proposto dalla Giunta lombarda

Il piano d’azione per l’energia della Giunta che prevede l’istituzione di un catasto per la certificazione energetica degli edifici a partire da settembre non trova d’accordo i consiglieri dell’Unione secondo cui la certificazione, che è uno dei pilastri portanti della lotta all’inquinamento e alle emissioni di gas serra, non va fatta sulla pelle dei cittadini, per i quali, in questo modo, costituirà soltanto un nuovo aggravio. Le critiche sono state espresse nel corso di una conferenza stampa dai Consiglieri Maria Grazia Fabrizio, Giuseppe Civati, Arturo Squassina (Ulivo), Carlo Monguzzi (Verdi), Mario Agostinelli (Rifondazione), Bebo Storti (PDCI). Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Bruna Brembilla, assessore all’ambiente della Provincia di Milano e Fausto Amorino, assessore all’ecologia del comune di Bergamo.

La certificazione energetica, che è dunque di per sé misura positiva e necessaria, deve essere fatta attraverso la collaborazione con gli enti locali e con il sostegno economico da parte della Regione. La Regione Lombardia deve stanziare risorse affinché i cittadini possano sostenere i costi per gli adeguamenti. Si devono inoltre stabilire dei parametri di costo-valore certi per la certificazione, in modo che questo non diventi un business che, oltre a non produrre benefici ambientali, genera speculazioni. I benefici ci saranno solo se, come è prevedibile, verrà introdotto un sistema di controlli e di scadenze periodiche di monitoraggio, sul modello del bollino blu per le automobili.

Quello del catasto energetico che, oltretutto, sottrae competenze agli enti locali, è un nuovo elemento dell’articolato ed inefficace quadro ambientale di Regione Lombardia.

La politica ambientale portata avanti dalla Giunta di questa regione è deficitaria, c’è una gestione troppo carente ed è necessario fare il punto su un argomento di importanza vitale per la salute dei cittadini.  Per questo i consiglieri dell’Unione propongono di convocare, al termine dell’estate, una seduta consiliare ad hoc per l’ambiente, nella quale si stabilisca un  pacchetto di interventi ad ampio raggio e si prevedano degli scenari di medio termine per la qualità dell’ambiente e quindi per la salute dei cittadini, nella regione italiana dove si produce un quinto di tutte le emissioni di gas serra del Paese.

23 luglio 2007


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