Una vita di impegno e una spalla su cui appoggiarsi nei momenti difficiliMonsignor Ferraroni nel ricordo del consigliere regionale Carlo Spreafico "Abbiamo perso una spalla forte e un bastone sicuro sui quali molti si sono appoggiati, compreso il sottoscritto, nei momenti di difficoltà personali o quando il senso delle cose da fare o dire sfumavano di fronte alla complessità del momento. Monsignor Ferraroni è stato soprattutto questo nell'ultima parte della sua lunga e meravigliosa vita", inizia così il ricordo di monsignor Teresio Ferraroni nella memoria di Carlo Spreafico, consigliere regionale della Margherita-Ulivo. "Andarlo a trovare in quel suo piccolo e austero appartamentino era come entrare in un luogo sacro, in un confessionale dal volto umano per uscirne rassicurati, assolti e con una rinnovata energia - continua -. Fortunati di poter contare su un uomo e un pastore come lui. Avrebbe voluto morire nel 2000, perché diceva di sentirsi inadeguato per il terzo millennio e stanco per aver vissuto quasi tutto il secolo precedente così carico di tragedie, tensioni, lotte, contraddizioni. Ovviamente questo desiderio restava rimesso nelle mani del Signore e in ogni caso il suo dire non era dettato dallo sconforto, perché accorciandosi la strada ancora da percorrere lui vedeva aumentare la luce. In realtà Monsignor Ferraroni era tutt'altro che inadeguato. Era sempre ben informato e preparato sulle novità sociali e politiche e non aveva mai perso la passione e la competenza degli anni in cui era uno dei principali protagonisti-attuatori della dottrina sociale della Chiesa. Perciò le discussioni erano proficue e piacevoli, di spessore superiore alla normalità. Il suo ruolo di traduttore quotidiano, tenace e concreto, della dottrina sociale della Chiesa è stato decisivo ed è per questi esempi che molti di noi hanno trovato la strada dell'impegno nelle Acli, nella Cisl, in politica. Non era facile né scontato, negli anni della lotta di classe e della guerra fredda, declinare un impegno sociale basato sul Vangelo e quindi sull'idea che ogni uomo è unico ed è un disegno di Dio, ed anche quando è schierato dalla parte sbagliata non é un nemico da eliminare ma un avversario da conquistare col proprio esempio e la ricerca della verità. Vivere la fede cristiana e l'impegno sociale che comportavano schieramento, lotte, contrapposizione, per molti era incomprensibile e difficile da praticare. La diffidenza e l'incomprensione erano presenti verso quei cattolici che praticavano quello che col tempo e con la crisi della lotta di classe diventerà molto più normale. Grazie a preti come Monsignor Ferraroni, diverse generazioni di uomini e donne cattoliche sono state spinte a dimostrare che impegno sociale e politico non sono in contraddizione e di ostacolo con la propria fede, anzi si alimentano a vicenda producendo un virtuosismo che oggi dovrebbe essere rivalutato e nuovamente ricercato". 5 settembre 2007 | ||||||||||||
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