Le bugie sulla legge regionale per la formazione professionale hanno le gambe corteLa legge 62 regionale che riorganizza il sistema lombardo di formazione è oggetto di sopravalutazione da parte di chi la esalta e di chi la critica - afferma il consigliere della Margherita Carlo Spreafico - . E' stata possibile grazie alla forte esperienza nel settore che da oltre trent'anni caratterizza la realtà lombarda e grazie al coraggio del Governo di aprire anche alla formazione professionale la possibilità di assolvere l'obbligo di istruzione a 16 anni con l'obiettivo di ridurre la dispersione scolastica. Inoltre l'Ulivo con le modifiche apportate in Commissione ha smontato ogni iniziale pretesa formigoniana di fare una scuola della Lombardia contrapposta a quella nazionale (che sarebbe stata antistorica e autolesionista). L'assunzione diretta di personale richiamata nella legge è una prassi in atto da sempre per le scuole parificate e nella formazione professionale ed è regolata dal contratto nazionale di settore. Chi vuole andare oltre il quarto anno di formazione professionale dovrà iscriversi ad un istituto tecnico e sostenere l'esame di Stato per poi passare all'Università. Siccome le bugie hanno le gambe corte basta leggere il resto anziché parlare a vanvera. C'è da augurarsi che al più presto si apra un tavolo di confronto Governo-Regioni per discutere anche della gestione dell'istruzione professionale che è materia concorrente e perciò da regolare con apposita intesa". 3 agosto 2007 Comunicati sulla formazione professionale in Lombardia
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