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Nella "holding regione" nasce la nuova azienda del 118. Scatola vuota o riserva di potere?

Il Pd ha espresso oggi in Consiglio regionale il suo voto contrario alla legge per l’istituzione dell’azienda dell’emergenza-urgenza.

“Oggi vediamo soltanto il certificato di nascita dell’azienda, mentre sarebbe stato necessario almeno un atto di chiarezza – ha detto il consigliere Carlo Spreafico del Pd –. Parliamo di una definizione chiara del sistema sanitario, di come si risponde alle chiamate di emergenza, dell’elisoccorso, del trasporto, degli equipaggi, degli equipaggiamenti, della formazione del personale, delle attrezzature. Cioè, di come si identifica l’emergenza e di come si avvia il ricovero. Ma anche di quali saranno i rapporti con le Asl, le aziende ospedaliere, le croci, il personale, i cittadini. Non c’è nulla nel pdl che parli di questo, se non i nomi delle seggiole per chi dovrà assumere incarichi”.

Inoltre ricorda Spreafico “tutte le decisioni successive all’atto di oggi verranno prese attraverso una delibera di Giunta, una sorta di delega in bianco, e non una legge che deve passare al vaglio del Consiglio regionale. Questo significa che l’emergenza-urgenza o è una scatola vuota che conterà meno o nulla rispetto alle altre aziende, o potrebbe essere una riserva di potere per la giunta o una parte di essa”, ha detto, chiedendo ancora di precisare alcuni punti: “Patrimonio e risorse: nel bilancio non c’è nulla come appostamento. Ci è stato risposto che non ce n’era bisogno perché è una razionalizzazione dell’esistente. Ma se è a costo zero, dove si prendono i soldi per il funzionamento di questa azienda? E come viene gestito lo smistamento dei pazienti? Qual è il sistema dei controlli?”.

Per Spreafico il problema dell’azienda dell’emergenza-urgenza è ancora più importante in un’area, come quella lecchese, difficile dal punto di vista della viabilità e complicata dalla presenza delle montagne, tanto più che per avere il servizio dell’elisoccorso si deve rivolgere a Como o a Milano. “Più si esternalizza il servizio più lo si mette a rischio nelle province più piccole e complicate da servire. Con questa azienda si rischia di vanificare il buon lavoro svolto dai volontari in questi anni – conclude - E’ una questione delicata e che vede difformi valutazioni persino dentro la stessa maggioranza, infatti, proprio su questa questione si è consumata nei mesi scorsi la rottura dell’Assessore alla Sanità con il suo gruppo”.

5 dicembre 2007


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