Grazie “Maurino”, testimone autenticoPer chi conosce la politica più vera, quella che in ogni Comune lega cittadino e amministratore, della porta aperta a chi ha più bisogno, Mauro Luigi Nava, per noi tutti “Maurino” scomparso lunedì mattina a Pescate, era un personaggio vero. Sono uno dei tanti che ha seguito con apprensione gli ultimi giorni della sua improvvisa malattia e sentono il dovere di prestare la voce a un ringraziamento non formale, a un dolore autentico di tanti nella “sua” Pescate e nella Provincia di Lecco. Assessore, Sindaco, Consigliere tuttora in carica da 45 anni che manifestava con sentito orgoglio al suo onorevole che era fermo a soli 22, aveva accompagnato nella guida dell’Amministrazione tutti i Sindaci di Pescate degli ultimi quarant’anni, legato a ognuno da un affetto particolare, dalla convinzione di essere pronto all’ascolto, al servizio di ogni cittadino. Sono certo che tutti questi suoi “allievi”, i due Valsecchi, Alessandro ed Enrico, i due Bonifacio, Alberto e Federico, Beretta e Silvano Panzeri, troveranno il modo di ricordarlo, magari domenica 1 aprile, quando avrebbe compiuto settantanove anni e non avrebbe mai voluto mancare alla sua festa. Maurino non si era sposato ma aveva due famiglie, il Comune e la Parrocchia e la sua giornata era equamente divisa, da consigliere alle “varie ed eventuali” a sagrestano della Parrocchia, ad accompagnatore dei ragazzi dell’Oratorio. Ci sono piccole grandi storie, umili, che però sono una ricchezza umana per il tessuto identitario e il sentimento di una comunità. Formato ai principi della dottrina sociale della chiesa in una generazione di uomini che erano stati chiamati ad alzarsi dalle miserie della guerra, aveva coniugato quell’ispirazione con l’amore profondo per la sua terra, la sua comunità, i suoi Pescatesi. Non ha mai concepito dunque la politica come astratta teoria, ma concreta capacità di lettura e risposta alle esigenze quotidiane dei più deboli, cosciente che la dimensione spirituale era alimento necessario per il proprio impegno sociale. Per questo era stato fedele, da cattolico democratico, prima nella Democrazia Cristiana, poi con il suo gruppo di amici nel Partito Popolare e nella Margherita: lo ricordo commosso, quando al termine di una iniziativa lecchese dell’Associazione “I Popolari”, ricevette dalle mani di Ciriaco De Mita una targa per il suo impegno quarantennale di amministratore. Un cantautore del nostro territorio, Dario Canossi, ha scritto “le ombre degli amici si incollano sul muro e ti fanno luce quando viene scuro”: chi come me ha avuto il privilegio di conoscere Maurino e confronta la sua faticosa e gioiosa opera quotidiana con la verbosità volgare della politica nazionale non può tacere la gratitudine, la riconoscenza e il rimpianto, ma sa pure che a un giovane che vorrà amministrare il suo Comune con onestà e competenza, potrà mostrare un esempio di testimone autentico che parli senza rossore della politica come servizio. On. Antonio Rusconi 27 marzo 2007 | ||||||||||||
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