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Montagna: astenuti ma passi avanti sono stati fatti
L'Ulivo regionale si astiene al voto di oggi, mercoledì 3 ottobre 2007, sul
Pdl "Interventi regionali in favore della popolazione dei territori montani", ma
con un giudizio sostanzialmente positivo della legge.
"Volevamo spingere la legge verso una maggiore modernità rispetto al
territorio e avremmo voluto andare ancora più in là rispetto a quanto è stato
fatto, ma riconosciamo che ci sono stati dei significativi passi avanti", ha
esordito Carlo Spreafico, consigliere regionale della Margherita-Ulivo.
Il Pdl, ha ricordato il consigliere, "introduce un concetto a noi
particolarmente caro e che era alla base della nostra proposta, ovvero l'idea di
montagna in quanto sistema economico. Quindi, non solo e in quanto soggetto
svantaggiato, ma fattore importante e decisivo della nostra economia".
Altro punto giudicato favorevole dall'Ulivo è "l'attenzione differenziata in
presenza di condizioni economico-ambientali diverse (in montagna ci sono zone
turistiche e valli sperdute). Ora, questo Pdl ci consente di individuare criteri
più flessibili".
"Inoltre - ha proseguito Spreafico -, questa legge è di programmazione. Ed è
fondamentale inserire la montagna in un sistema di programmazione. Ancora, la
legge valorizza le iniziative consorziate che i comuni tra di loro, con i
privati e con le comunità montane possono mettere insieme e in questo senso si
dà anche un ruolo nuovo alle stesse comunità montane, più indirizzato verso la
programmazione di interventi complessi quali di solito sono necessari".
Stefano Tosi, consigliere regionale dei Ds-Ulivo, ha poi tracciato un quadro
della montagna lombarda: "Su 23mila 300 chilometri quadrati di superficie
regionale sono 10mila 400 quelli in zona montana. Su questo territorio vivono 1
milione 230mila residenti, quindi un lombardo su 7. I comuni sono 558, un terzo
di tutti i comuni lombardi".
Grazie a questo Pdl, ha ribadito Tosi, "si comincia a introdurre un sistema
della montagna lombardo, integrato con gli strumenti per la competitività
economica. Rimangono aperti i temi legati agli assetti istituzionali delle
comunità montane e agli strumenti di progettazione, venendo meno l'Obiettivo 2,
che devono allora vedere un impegno sugli investimenti infrastrutturali per
l'energia e per la cooperazione transfrontaliera".
3 ottobre 2007
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