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Moratoria sull'aborto, il PD chiede di "informare, tutelare e dare garanzie alle
donne"
Nel giorno in cui in Lombardia viene presentato il Comitato a favore della
moratoria sull’aborto, il Partito democratico in Consiglio regionale presenta,
durante la seduta odierna, un ordine del giorno che chiede informazione, tutela,
garanzie, sostegno alle donne in difficoltà. E lo fa invitando a utilizzare gli
strumenti normativi che lo stesso Consiglio sta per approvare, ovvero i progetti
di legge n. 212, 221 e 232 sul “Governo della rete degli interventi e dei
servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.
Esattamente, il Pd chiede alla Giunta regionale, anche alla luce del recente
Atto di Indirizzo sull’applicazione della L.194/78, di promuovere nelle scuole
medie e superiori, in accordo con le Asl, campagne di informazione e di
prevenzione tra i giovani e le giovani attraverso l’educazione alla sessualità
responsabile e consapevole; costituire un Comitato Tecnico Scientifico che avrà
il compito di governare la formazione degli operatori, i programmi di
informazione sessuale nelle scuole, la stesura del materiale informativo; dare a
tutte le donne garanzia di accesso alle indagini prenatali più evolute nei tempi
utili per poter eventualmente intervenire (rispetto ai nuovi termini introdotti
in Lombardia), destinando a tal fine risorse straordinarie per aumentare il
numero dei centri specializzati di diagnosi prenatale e consentire loro
l’acquisizione di macchinari ecografici all’avanguardia; incrementare l’offerta
di servizi destinati alle donne straniere per informarle sui diritti e doveri
dell'essere cittadine italiane, ma anche sul diritto universale alla salute come
fondamento di una piena cittadinanza. Introdurre obbligatoriamente nell’organico
dei consultori la figura della mediatrice culturale, indispensabile per
avvicinare ai servizi le donne straniere; promuovere interventi in favore della
scelta genitoriale efficaci per la rimozione delle cause materiali ostative tra
cui: il rafforzamento della rete dei servizi dedicati alla prima infanzia, la
protezione e il sostegno alle madri, sole e non, che se in presenza di
condizioni economiche e sociali disagiate, risultano essere le più a rischio di
esclusione e isolamento.
A sostegno di questa forte richiesta, il Pd in Consiglio regionale cita e
ricorda il diritto delle donne alla salute, in particolare quella riproduttiva,
sancito dalla Conferenza mondiale sulle donne di Pechino che, ancora nel 1995,
stabiliva all’interno della Piattaforma d’azione dei Governi condivisa anche
dall’Italia, che “i diritti fondamentali delle donne includono il loro diritto
ad avere il controllo e a decidere liberamente e responsabilmente circa la
propria sessualità, inclusa la salute sessuale e riproduttiva, senza
coercizione, discriminazione e violenza”. E la legge 194/78 va proprio in questo
senso, scrive il Pd nel suo ordine del giorno, in quanto civilmente avanzata,
basata sul fondamento che lo Stato garantisce il diritto alla procreazione
cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e promuove
la cultura della prevenzione. I risultati, dati alla mano, dice il Partito
democratico, lo dimostrano, ma rimangono difficoltà che riguardano le minorenni
e le straniere.
19 febbraio 2008
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