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Scuola: la vera vittima del DPEF

“I provvedimenti della manovra finanziaria, che di fatto anticipano il DPEF, dispongono tagli gravissimi per la scuola”. Lo afferma il Senatore del Partito Democratico Antonio Rusconi, Capogruppo PD in commissione scuola di Palazzo Madama.

“Con il DPEF 2009-2011 sono adottati due provvedimenti, il decreto legge n. 112 e un disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 giugno 2008, che, per espressa indicazione del Governo, anticipano a prima dell’estate la manovra finanziaria – spiega Antonio Rusconi - Privato di alcun ruolo sostanziale nella dialettica tra esecutivo e Parlamento sulle scelte future di politica economica, il dibattito sul DPEF finisce dunque per sovrapporsi all’esame di questi provvedimenti perdendo così ogni rilievo nel dibattito politico e istituzionale. Nel decreto 112 – prosegue il Senatore Rusconi - si prevedono economie nel settore scuola di 456 milioni nel 2009, 1.650 nel 2010, 2.538 nel 2011, 3.188 nel 2012, con una riduzione di 87.000 posti di insegnanti e di 42500 lavoratori ATA, per un innalzamento di un punto percentuale del rapporto alunni/docenti, oggi 8,9 allievi per docente, sicuramente il più basso in Europa. A questo proposito alcune brevi considerazioni sulla peculiarità italiana. Negli altri Paesi europei il costo degli insegnanti di sostegno è a carico del settore sociale invece che dell’istruzione: perché scegliere una drastica riduzione invece che riflettere sui rapporti diversi nelle Province sul numero dei disabili e sul fatto che, talora, il sostegno scolastico supporta la necessità drammatica di mediatori culturali per l’inserimento di alcuni extracomunitari? Il tempo pieno nella scuola dell’infanzia (90%) e nella scuola elementare, il tempo prolungato nella scuola media. Vanno considerati nella loro validità la validità e per eventuali miglioramenti. Invece si pensa solo a una loro drastica riduzione. E’ questa una efficace politica per la famiglia?

Il ritorno “nostalgico” al maestro unico – continua Rusconi - ma l’insegnante generalista come risponderà all’esigenza sempre più forte di conoscenza dell’inglese?

Infine - conclude il senatore Rusconi - dopo tanto parlare di merito, di premi per gli insegnanti migliori, perché la scuola italiana deve fare solo sacrifici e non è previsto nessun incentivo per i docenti più meritevoli?”

1 luglio 2008 


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