Nibionno. A proposito di ICAM e del MazzacavalloI Fatti,le opinioni, il Sindaco-debole ICAM e la politica I fattiNIBIONNO. L’area a verde in località Mazzacavallo di Nibionno, compresa tra le vie Cadorna e Giovanni 23° e la superstrada S.S. 36 è classificata dal piano regolatore generale quale zona agricola. E’ appena il caso di ricordare che il PRG a Nibionno è vigente da poco più di un anno. L’area attualmente risulta essere un pianoro agricolo, soggetto a coltivazione da parte di alcuni agricoltori locali, di particolare respiro paesaggistico che garantisce una visuale aperta sul verde che spazia fino alle colline di Inverigo costituendo una netta cesura, una pausa significativa rispetto alla superstrada Milano-Lecco. Già in sede di formazione del nuovo Prg la maggioranza di “Nibionno per le libertà” (Forza Italia e Lega) aveva previsto in quell’area una nuova zona industriale che in pratica avrebbe dato inizio alla industrializzazione del pianoro, trasformandolo da agricolo a industriale. Per parte sua la minoranza di “Nibionno per tutti” (area Ulivo) e “Rifondazione comunista” aveva presentato e votato una osservazione al PRG nella quale si suggeriva di preservare tale area da nuovi interventi edificatori in quanto una nuova zona industriale sarebbe andata ad aumentare i già esistenti problemi di rumore, viabilità, eccessivo addensamento industriale (nelle vicinanze infatti sono già presenti insediamenti industriali importanti tra cui uno stabilimento rientrante nella cosiddetta legge Seveso a pochi metri di distanza) e solo in subordine chiedeva lo spostamento di una piccola porzione di industriale a ridosso della superstrada. Al momento della approvazione definitiva del Prg la
previsione della Amministrazione comunale venne però stralciata, a seguito
di parere di compatibilità con il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento
Provinciale) emesso dalla Giunta Provinciale della Provincia di Lecco, in
data 17/06/2004 prot. n. 25752 nel quale testualmente si afferma: Questo diceva la Provincia di Lecco in data 17/06/2004 a cui ha fatto seguito l’approvazione definitiva del nuovo PRG a fine 2004. Ignorando tutto ciò nei giorni scorsi la “Giunta comunale di Nibionno ( il sindaco Walter Redaelli su Merateonline.it del 24/02/2006) ha approvato una delibera con la quale si definisce di rilevante interesse pubblico per la collettività di Nibionno l’ipotesi progettuale del nuovo insediamento produttivo…” Le opinioniDunque nel volgere di appena due anni le decisioni e le prospettive di quell’area sono radicalmente cambiate facendo carta straccia di atti, decisioni e parole scritte nero su bianco. I fatti sinteticamente riassunti testimoniano che già al momento della discussione e approvazione del nuovo Piano regolatore generale ( cioè due anni fa) vi era un giudizio e una impostazione diversa tra maggioranza e minoranza riguardo il futuro e la destinazione urbanistica dell’area del Mazzacavallo. Due posizioni politiche diverse, due posizioni politiche legittime che si erano confrontate democraticamente nel merito e rispetto alle quali le osservazioni tecniche della Provincia di Lecco avevano indirettamente e implicitamente dato credito ai dubbi e perplessità sulla presunta e inopinata vocazione industriale di dell’area in questione. La maggioranza forzaitaliota e leghista costretta evidentemente a rinunciare alle proprie maliziose aspettative politiche ha maldigerito le decisioni dell’ente superiore tanto da disattendere con disarmante e incosciente disinvoltura le prescrizioni della Provincia alla prima importante e risonante domanda di utilizzo industriale di quella zona agricola. Per chi non lo conoscesse, Nibionno è un paese di circa 3400 abitanti privo di un centro-paese propriamente definito anche a causa dell’attraversamento in senso est/ovest della S.S 342 Bergamo/Como e nord/sud della Superstrada Valassina. L’incidenza delle due rilevanti arterie stradali ha favorito lo sviluppo in senso policentrico del paese incentrato sulle frazioni di Nibionno capoluogo, Cibrone, Tabiago e Gaggio-Mongodio. Circa un terzo del territorio comunale è vincolato dal Parco Lambro (il fiume lambisce per un tratto il confine con Inverigo). A Gaggio, cioè a poca distanza dal Mazzacavallo è presente il depuratore pubblico delle acque reflue del Consorzio della Valsorda e delle Bevere che disturba non poco per gli odori la frazione. L’inquinamento acustico, veicolare e da polveri sottili non è senz’altro da meno rispetto ad alcune zone critiche del meratese e del casatese sulle quali la stampa locale ha svolto, anche di recente, un importante ruolo di informazione ai cittadini. Nibionno, come altri comuni limitrofi, è un paese ricco con un reddito famigliare che secondo recenti classifiche ufficiali si colloca al 465° posto sugli 8100 comuni italiani. E’ quindi un paese a forte tradizione e vocazione industriale e imprenditoriale che vede la presenza di importanti industrie del tessile e del meccanico che offrono oltre mille posti di lavoro. Diverse centinaia sono le partite Iva. Nel Comune vi sono anche alcune attività agricole di tutto rispetto. Attualmente però sul Comune, come nei Comuni limitrofi (Bulciago, Cassago, Costamasnaga, Barzago ecc.) vi sono molti mq. di capannoni dismessi ed altre attività che potrebbero delocalizzarsi lasciando liberi altri mq. di capannoni. Sull’altare dello sviluppo quali-quantitativo Nibionno è certamente un Comune che ha fatto la sua parte, che intende continuare a farla senza tuttavia soffocare o compromettere il proprio equilibrio ambientale che già presenta diverse criticità. Non è questa una osservazione ideologica o politica o ambientalista ma semplicemente di ragione e buon senso. E non sono la fede, la ragione e il buon senso che guidano l’azione dell’uomo? Non è forse questo il grande tema di oggi, di come conciliare le molteplici e necessarie attività umane con quel minimo di rispetto che dobbiamo all’ambiente, alla natura che altrimenti pensa poi essa stessa a ribellarsi nelle forme e modi violenti e inattesi che conosciamo? Il sindaco-deboleIl nostro Sindaco è, come si suol dire in Brianza, un bravo ragazzo e una persona perbene. Il personaggio è poco passionale ma ognuno ha il proprio carattere, ha modi e gesti, ha pregi e difetti che vanno rispettati. In questi anni ha fatto il Sindaco fruendo delle agevolazioni normative per i dipendenti pubblici (è tecnico comunale a Inverigo). Redaelli non è uomo d’impresa, dell’economia privata, e ciò non è di per sé un torto o un difetto, ci mancherebbe. Sta di fatto però che la sua formazione pubblica, un po’ burocratica e statalista, ha non poco condizionato la guida del Comune. Come e in che modo? Presto detto: in questi cinque anni ha aumentato le spese relative ai dipendenti comunali, ha aumentato notevolmente le tasse, ha fortemente penalizzato il sociale (a Nibionno vi sono da anni strutture di eccellenza), ha costretto il Comune ad attingere al prestito bancario per pagare gli stipendi e le spese correnti. Ci sono dati oggettivi al riguardo nel bilancio comunale di questi ultimi quattro anni. Redaelli non è un sindaco buono o cattivo, ma semplicemente un sindaco-debole. Lo ha dimostrato, ad esempio, affittando alle Poste Italiane alcuni locali pubblici della ex scuola media al valore di 1 (uneuro) l’anno per 15 anni. Lo sta dimostrando anche in questa occasione. Perche? Perchè un Sindaco che non conosce l’”abc” della democrazia (tengo la pratica nel cassetto, non lo faccio sapere a nessuno perché comando io ed è affar mio) è un sindaco debole, un sindaco pericoloso. Un Sindaco che affronta una pratica così importante e delicata come una qualsiasi pratica amministrativa, senza sentire il bisogno di un confronto con i cittadini, con il consiglio comunale, con le minoranze è un Sindaco debole, oltre che arrogante e irresponsabile. Un Sindaco che di fronte ad un passaggio decisivo per il Comune per i prossimi decenni esprime solo certezze e neanche un dubbio è un sindaco superficiale e debole e perciò pericoloso per il bene comune. Un Sindaco che a soli due mesi dalla scadenza del proprio mandato decide di mettere una “grossa” ipoteca sul proprio Comune è un sindaco debole la cui unica preoccupazione è quella di autoreferenziarsi. Un Sindaco che si fa anticipare dalla minoranza nell’informare i cittadini su un argomento di tutto rilievo per il proprio Comune è un sindaco debole. ICAMTutto questo a prescindere dal merito della legittima richiesta di ICAM rispetto alla quale vorremmo qui dire la nostra. Qualunque decisione definitiva venga presa al riguardo, positiva o negativa che sia, deve sempre partire da un semplice assunto, che è quello che noi vogliamo essere davvero PADRONI A CASA NOSTRA nel decidere sul da farsi, insieme ai cittadini, senza paure e senza pregiudizi. Padroni a casa nostra senza urlare, senza gridare ma con la piena convinzione che quando si prendono decisioni importanti per il proprio territorio non si può scherzare. Siamo anche noi uomini d’impresa e sappiamo cosa vuol dire per una azienda pianificare i propri investimenti e i propri piani di sviluppo industriale e finanaziario. La ICAM ha tutta la nostra considerazione e apprezzamento, così come le organizzazioni sindacali e datoriali e l’Amministrazione provinciale. Noi siamo oggi degli amministratori di minoranza e chi sa di politica sa che stare in minoranza vuol dire non contare nulla. Il nostro Sindaco-debole ci ha totalmente ignorati ma fra tre mesi a Nibionno si vota per le elezioni amministrative: noi ci saremo e se dovessimo vincere,-abbiate pazienza- sarà nostra premura dare una risposta definitiva a ICAM. La politicaE qui veniamo alle cose di oggi, a questi giorni. Tra circa tre mesi anche a Nibionno saremo chiamati al rinnovo del consiglio comunale e alla elezione diretta del nuovo Sindaco. L’argomento Icam sarà sicuramente tra i più dibattuti della campagna elettorale. Redaelli tenta la riconferma e si mostra spavaldo e sicuro di un suo secondo mandato. Ma Redaelli sa che questa volta può anche perdere e non gli par vero di prendersi la massima soddisfazione personale, il suo massimo godimento, lasciando chi viene dopo senza alternative. Redaelli sa che il Comune è finanziariamente messo non bene e quindi ha estremo bisogno di soldi. E per i soldi Redaelli è disposto a svendere anche il bene più prezioso per il paese, l’ambiente. A prescindere naturalmente dalla richiesta di Icam. Per soldi è già intervenuto con un atto simile nel recente passato con un consiglio comunale alla vigilia di Natale. Muoia Sansone con tutti i Filistei, è il suo motto. Legga la Bibbia per sapere come è andata a finire.
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