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Il referendum costituzionale del 25/26 giugno 2006

Davanti ad un buon numero di persone si è tenuto Lunedì 5 Giugno l’incontro “Perché NO?” organizzato dal Circolo Margherita di Valmadrera per affrontare da vicino il tema del referendum costituzionale del 25/26 Giugno 2006.

I relatori Lamberto Riva, già parlamentare, e l’on. Antonio Rusconi hanno messo a fuoco le incongruenze e le contraddizioni della riforma che come cittadini siamo chiamati a confermare o respingere.

Riva ha chiaramente affermato come “la Costituzione non è un bene di scambio” e che “conservare la Costituzione non è conservatorismo puro, ma volontà di preservare un bene comune”. Riva ha poi esposto i punti deboli e incoerenti della legge:

  • crea una democrazia di tipo demagogico, esautorando i poteri del Parlamento
  • accentra il potere in un novello principe che sbilancia l’equilibrio dei poteri
  • rende il Presidente della Repubblica un semplice “notaio” di ciò che il Primo Ministro decide di fare
  • crea confusione di competenza sulle leggi (regionali o statali?)
  • riduce il numero dei Parlamentari, ma solo dal 2016 (una tutela degli attuali Parlamentari?)
  • porta in Senato 42 rappresentanti delle regioni, che però non hanno diritto di voto!
  • depotenzia la Corte Costituzionale, maggiormente politicizzata

Rusconi ha ricordato come la legge faccia ben poco a favore delle autonomie locali, e ha ricordato ciò che invece ha caratterizzato gli ultimi anni dei Comuni d’Italia: blocco delle assunzioni, tagli dei trasferimenti, tetti di spesa. La legge inoltre non tocca le regioni a statuto speciale che, anacronisticamente, ricevono in percentuale un totale di trasferimenti maggiore.

La paura, ha affermato Rusconi, è che si arrivi alla fine dell’unità del Paese, sbilanciando troppo i poteri nelle mani del Primo Ministro e mettendo fine all’Indipendenza della Corte Costituzionale.

Il Centrosinistra offre, dopo la vittoria del NO al referendum, la volontà politica di fare insieme una riforma coerente e funzionale, volontà che però cozza con l’illegittimità forzata paventata dal leader della CdL Silvio Berlusconi nei confronti dell’attuale governo. È necessario, per un lavoro, comune, cambiare atteggiamento e stimolare i cittadini ad una minore superficialità.

8 giugno 2006


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