Piccoli grandi comuni
L'On. Antonio Rusconi è stato uno dei principali relatori al convegno
"Piccoli grandi Comuni" organizzato dalla Provincia di Cremona e dall'ANCI
Lombardia domenica 15 settembre 2002 a San Bassano (Cremona) in merito alla
proposta di legge sugli incentivi ai Comuni con meno di 5000 abitanti. Nel suo
intervento, il parlamentare lecchese ha invitato i numerosi Sindaci e
amministratori lombardi presenti a uscire dalla retorica e dalla liturgia tipica
delle manifestazioni e dei convegni per cominciare a dare risposte concrete alle
esigenze delle piccole comunità: "E' assurdo - ha commentato Rusconi -
che, mentre numerosi parlamentari si ritrovano significativamente nei contenuti
di questa legge, contemporaneamente l'Ente Poste lasci chiusi sportelli nei
Comuni montani proprio nella stagione turistica". Per sfidare dunque la
concretezza degli amministratori, l'onorevole lecchese ha invitato l'ANCI a far
sottoscrivere a tutti i parlamentari disponibili un decalogo di impegni da
affrontare e approvare nella prossima finanziaria:
- il rispetto per l'autonomia degli Enti Locali: nell'art. 5 della
Costituzione e nell'art. 2 della legge 142/90 la Repubblica riconosce i
Comuni come enti autonomi, eppure si assiste ancora al permanere di vincoli
come il blocco per le assunzioni del personale o il limite di non superare
del 6% le spese correnti del 2000;
- il territorio come valore, con rischi geologici evidenti per l'abbandono
dei torrenti montani, con da una parte l'Autorità di Bacino del Po attenta
soprattutto ai grandi corsi d'acqua e l'impossibilità di piccoli Comuni di
finanziare opere costose ma necessarie;
- il tema del cablaggio, il passaggio delle fibre ottiche, ovvero le
autostrade della modernità: le Province si devono far carico di portare
l'opportunità di questo servizio anche nelle zone più limitrofe o lontane,
affinché il divario tra comunità ricche e povere non aumenti;
- se si vogliono conservare i livelli di qualità di vita per mantenere gli
abitanti nei territori montani, occorre conservare almeno la prima fase
della scuola dell'obbligo, le sedi postali aperte, i distretti sanitari e i
presidi ospedalieri sul territorio: su questo punto l'on. Rusconi ha
criticato la politica dell'indebolimento o addirittura di chiusura dei
piccoli ospedali;
- l'alienazione dei beni demaniali a favore degli Enti locali per eliminare
eccessiva burocrazia e favorire lo sviluppo turistico;
- accanto alla legge per le grandi infrastrutture, prevedere una
proposta-quadro di risorse per la difesa del territorio montano;
- incentivare la permanenza di negozi di quartiere o di paese, che
consentano servizi primari soprattutto agli anziani, nell'ottica di una
seria politica di programmazione (finora eccessiva) degli ipermercati;
- dopo gli errori dei finanziamenti per le fusioni coatte dei Comuni, in
contrasto con la storia locale, mettere più risorse sulle unioni di servizi
fra enti locali;
- incentivi veri per l'agricoltura e la permanenza di abitanti e lavoratori
in tutte le zone come vero presidio per la tutela del territorio;
- necessità di nuove norme sugli appalti pubblici, con diversificazioni per
gli enti minori non solo per l'entità dell'opera ma pure per le dimensioni
dell'ente appaltante.
Infine Rusconi ha auspicato che siano numerosi i parlamentari che provengono
da esperienze amministrative, disponibili ad assumersi questi impegni.
Lecco, 17 settembre 2002 |