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In questi tre anni il Governo ha dissipato il frutto del risanamento dei
conti pubblici e oggi è costretto ad una manovra finanziaria da 31,5 miliardi
di euro.
Ci chiedono un sacrificio enorme e fanno pagare ai cittadini, alle famiglie e
alle imprese il loro disastro sui conti pubblici. Pesanti tagli colpiscono la
difesa dell'ambiente, le infrastrutture e le imprese con conseguenze gravissime
soprattutto al Sud.
In questi tre anni l'Italia ha perso competitività e ha smesso di crescere
mentre una pesante perdita di potere d'acquisto ha spinto molte famiglie verso
la povertà. Il Governo ripropone una fantomatica riduzione delle tasse come
soluzione di tutti i problemi.
Non ci sono i soldi per attuare questa politica ed è comunque inaccettabile
privilegiare i redditi più alti. Non siamo disposti a barattare sanità, scuola
e assistenza con un minore carico fiscale.
Il nostro Paese ha invece urgente bisogno di una politica per lo sviluppo che
ci faccia recuperare la capacità di esportare e che faccia crescere i consumi.
Una scuola migliore, più ricerca, più occupazione stabile, città più
vivibili e migliore qualità della vita. Ma anche una distribuzione del reddito
più equa a sostegno dei salari e delle famiglie,
Per lo sviluppo, la crescita, l'occupazione e i diritti, hanno
previsto: ZERO euro.


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