Discorso di S. AmbrogioL'on. Rusconi era uno dei Sindaci lecchesi presenti sabato 6 dicembre al discorso di S. Ambrogio del Cardinale Dionigi Tettamanzi e ne è rimasto particolarmente colpito: "E' stato un discorso franco e duro per le responsabilità di amministratori e politici. E ai Sindaci ha ricordato di "lavorare per il bene comune", per una "politica, quella vera, che dice amore per la città"", ricca di "discussioni costruttive, competenza, rigore". Ha poi evidenziato come nella nostra società vanno crescendo povertà ed esclusione, incertezza del domani e disperazione, in una città sempre più ricca e diseguale: "Il primo dovere è partecipare alla costruzione di una città in cui il povero non sia costretto a tendere la mano per chiedere l'elemosina, lo straniero sia accolto, i giovani possano costruirsi una famiglia, gli anziani si sentano sicuri e tutti possano lavorare, studiare, inventare, fare ricerca, amare"". "Ho particolarmente apprezzato - ribadisce Rusconi - il richiamo a Milano come città europea, dove anche gli stranieri devono essere accettati, tutelati ed integrati e agli ospedali che corrono il rischio di essere luoghi "dove la persona è ridotta a numero, a letto". Il parlamentare lecchese è rimasto commosso anche dalle due profonde
citazioni su Giorgio La Pira, sindaco di Firenze ed esempio per gli
amministratori attuali: "Non è forse vero - diceva La Pira - che la
persona si radica nella Città, come l'albero nel suolo? Essa si radica negli
elementi essenziali della Città: e cioè, nel tempio, nella casa,
nell'officina, nella scuola, nell'ospedale …. "Il cardinale ha concluso - precisa Rusconi - ribadendo la dimensione etica di ogni attività politica, priva di scorciatoie ha riconosciuti che " come Chiesa dobbiamo sostenere la formazione di una nuova coscienza civile, una rinascita morale e una precisa e condivisa assunzione di responsabilità da parte di tutti"". Lecco, 9 dicembre 2003 | ||||||||||||
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