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Finanziaria, il centrodestra pone ancora la fiducia

Voto di fiducia sulla Finanziaria. Il centrodestra, nonostante il vantaggio oceanico di voti in Parlamento ricorre ancora una volta alla fiducia: "E' un ulteriore segnale della spaccatura della maggioranza - spiega il deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi - Il ricorso alla fiducia è scandaloso e immorale, anche perché posta su un provvedimento basato su conto senza alcuna solidità". E continua: "La decisione di ricorrere al voto di fiducia aleggia da giorni e servirà soprattutto per venire a capo delle molte questioni irrisolte che pesano sulla manovra 2005. L'esame in Commissione Bilancio degli ultimi giorni, del resto, è andato avanti con grande lentezza: molti articoli sono stati accantonati e l'assalto dei gruppi delle maggioranza ai pochi fondi rimasti disponibili ha aperto un continuo fronte polemico con il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas".

Intanto continua a regnare l'incertezza: "Questa maggioranza è a dir poco ondivaga. Un giorno parla di riapertura del condono, il giorno dopo si straccia le vesti... E anche sugli studi di settore non si capisce che cosa voglia fare: il governo ha corretto il testo eliminando gli automatismi Istat per determinare i ricavi, ma la manovra che contava su 2,4 miliardi di incassi si trova ora scoperta (si stima dai 400 milioni al miliardo). Che cosa succederà? Come si coprirà questo buco? E restano aperti anche il tema dell'aumento degli estimi catastali, attraverso la revisione dei classamenti e la questione dei pedaggi-ombra".

Rusconi è molto critico sulla politica economica del Governo: "Molti italiani hanno immaginato che ci fosse un taglio delle tasse. Invece la manovra che il Governo fa approvare in Parlamento prevede un aumento delle imposte e della pressione fiscale e nessun tipo di risposte per quanto riguarda la crescita, l'occupazione e lo sviluppo del nostro paese. Ci sono più tasse e una crescita della pressione fiscale a differenza di quanto raccontato agli italiani nelle ultime settimane". Il centrosinistra ha fatto una sua proposta alternativa: "La nostra è un'opposizione costruttiva e propositiva. La nostra idea dimostra che se ci fossero le risorse, ma non ci sono, noi ci orienteremo a tagli fiscali a beneficio delle classi sociali che oggi vengono escluse e ad una manovra alternativa che, tagliando le tasse sul lavoro, permetta di accrescere la competitività delle imprese, di sostenere la crescita nel Mezzogiorno e di avere più soldi in busta paga dei lavoratori, facendo così ripartire i consumi".

Poi torna anche sui tagli agli Enti Locali: "Il premier dica la verità sui tagli previsti in Finanziaria invece di insultare le migliaia di amministratori locali che ogni giorno prestano servizio ai cittadini italiani. Lo sa il presidente del Consiglio che la legge assegna ai Comuni la responsabilità dell'intera erogazione dei servizi sociali e socio-assistenziali e di una parte dei servizi socio-sanitari ai cittadini? È consapevole Berlusconi che lo stato sociale si fonda sulle autonomie locali, in modo particolare sui Comuni? Altro che 10% del bilancio riservato alle spese sociali! Questa è la cifra che, dopo la cura Berlusconi, potrà essere spesa dai Comuni, essendo costretti a tagliare su tutto".

Lecco, 10 dicembre 2004


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