Rusconi boccia la riforma fiscale: "Tanti dubbi e poche certezze"Il manifesto fiscale del Governo Berlusconi è stato licenziato dalla Camera. La riforma, che si basa sostanzialmente sulle due aliquote (23% per redditi fino a 100 mila euro, 33% per i redditi superiori), non piace al centrosinistra. "La riforma fiscale lascia parecchi dubbi e perplessità sull'equità e sull'efficienza delle misure individuate - commenta Antonio Rusconi, parlamentare lecchese della Margherita - Ma oltre ai contenuti non possiamo dimenticare un altro problema tipico di tutte le riforme di questo centrodestra: non ci sono le risorse per attuare le novità. C'è grande indeterminatezza sui tempi di attuazione e sulle ricadute per quanto concerne la finanza pubblica e lo stato sociale. Il progetto non è attuabile: si tratta solo di un lancio pubblicitario". Quindi torna sul problema dei contenuti: "La riforma rischia di trasformarsi in un boomerang proprio per quelle fasce più povere della popolazione che in teoria il centrodestra vorrebbe proteggere. Quando si tratterà di comprimere la spesa pubblica sarà quella sociale a essere maggiormente penalizzata?". E conclude: "Il centrodestra continua a fare solo propaganda. Parla di riduzione delle tasse, ma rinvia l'onere di reperire risorse agli enti locali, a cui nello stesso tempo taglia i trasferimenti!". Lecco, 28 marzo 2003 | ||||||||||||
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