Gasparri rinviata alla Camera: bocciato BerlusconiIl presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha deciso il rinvio alle Camere della legge Gasparri che riordina il sistema televisivo. "Ciampi si è avvalso del potere che gli dà la Costituzione - sottolinea Antonio Rusconi, parlamentare lecchese della Margherita - Il Quirinale ha avanzato obiezioni sul Sistema integrato delle telecomunicazioni, sul passaggio al digitale terrestre, e sul rischio di posizione dominante nel mercato della raccolta pubblicitaria". E continua: "Si tratta di un rinvio tecnico, ma che rappresenta una bocciatura evidente. Ciampi chiede di verificare l'effettivo pluralismo della legge e mette in luce molti dubbi anche sulla questione della raccolta pubblicitaria. Speriamo che il centrodestra ne tenga conto e non scelga la linea che Berlusconi sembra ipotizzare. Quella cioé del braccio di ferro e del desiderio del premier di riproporre la legge senza alcuna modifica sostanziale, forte del fatto che il Quirinale non può effettuare il secondo rinvio". La scelta di Ciampi è davvero importante: "La legge Gasparri è palesemente incostituzionale perché aggira le sentenze della Consulta sul pluralismo informativo, rischia di creare grave pregiudizio alla libertà di stampa inaridendo il canale pubblicitario per i giornali a vantaggio della televisione e consente che si creino posizioni dominanti nel mondo della comunicazione. Come centrosinistra abbiamo avanzato obiezioni durante tutto l'iter parlamentare, ma la maggioranza ha tirato dritto! Queste norme, poi, consacravano di fatto il conflitto d'interessi di Silvio Berlusconi. Quello del presidente Ciampi è stato un gesto di grande responsabilità costituzionale". E conclude: "La legge, lo ripeto, non è solo rinviata alle Camere, per un'obiezione tecnica. È bocciata nel merito. Dobbiamo dire che la decisione di Ciampi segnala una grave emergenza e nello stesso tempo conferma che gli sfondamenti berlusconiani possono trovare un argine nelle regole del nostro sistema. La maggioranza rifletta, invece di cullare la tentazione di rovesciare il tavolo istituzionale". 17 dicembre 2003 Sullo stesso argomento:
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