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Rusconi: "Sulla guerra Berlusconi rimane ambiguo"
Ieri, giovedì 6 febbraio, il Parlamento ha ascoltato le parole di Berlusconi
sulla possibile guerra all'Iraq. In aula alla Camera era presente anche il
parlamentare lecchese della Margherita, Antonio Rusconi: "Il discorso del
premier è arrivato troppo tardi in Parlamento, dopo che lo stesso Berlusconi
aveva detto e fatto troppe cose in giro per il mondo. Queste premesse non
possono essere dimenticate". E continua: "Deve essere chiaro a tutti
gli italiani che è possibile essere vicini agli Usa anche lavorando per la
pace. L'amicizia con gli Stati Uniti non è in discussione, né mettiamo in
dubbio la pericolosità di un dittatore come Saddam. Ma agli amici si deve avere
il coraggio di dire che stanno sbagliando. Altrimenti si è solamente
sudditi". Poi torna su un punto delicato, quello dell'Europa: "Berlusconi
in queste settimane ha di fatto contribuito a indebolire l'Unione Europea. In
questo momento, invece, avremmo avuto bisogno di una Unione forte e compatta,
capace di fare pressione sugli Usa. Non si può continuare a sostenere che la
guerra non piace, e ci mancherebbe altro, ma non fare nulla per evitarla. E poi
l'Onu non può essere messa in un angolo". Poi conclude: "Lo ripeto
un'altra volta: la guerra non è ineluttabile. Bisogna dare più tempo agli
ispettori e fare lavorare la diplomazia. Non le armi. Questi non sono discorsi
poco concreti. Sono proposte serie e attuabili per evitare un conflitto
drammatico".
Lecco, 7 febbraio 2003
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