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Rusconi: "Sgomento per una guerra non necessaria. Ecco perché diciamo
no alla concessione delle basi"
Dalle 3.35 di questa notte, la guerra è diventata realtà. Una decisione,
quella del conflitto, che non trova d'accordo il centrosinistra, che ieri,
durante una infuocata seduta alla Camera, ha spiegato il suo no all'intervento e
alla concessione delle basi. Antonio Rusconi, parlamentare lecchese della
Margherita, spiega le ragioni dell'opposizione: "L'Italia non può
risolvere una controversia internazionale attraverso la guerra, se non come
conseguenza di un mandato preciso delle organizzazioni internazionali che ne
hanno la competenza. L'articolo 11 della nostra Costituzione parla chiaro".
Poi continua: "E'il tempo delle scelte: noi abbiamo da tempo detto
"sì" alle Nazioni Unite e "no" alla dittatura di Saddam
Hussein. Ma il nostro "no" va anche a una guerra unilaterale decisa
senza l'approvazione dell'Onu, quando c'era ancora spazio per mettere Saddam
nell'impossibilità di fare qualunque danno, moltiplicando le ispezioni e
mettendo sotto pressione il regime senza bombardarlo. Questa è una guerra
sbagliata e non giustificabile, che gli italiani non volevano". Quindi
spiega il no alle basi: "La concessione delle basi non è compatibile con
la nostra Costituzione. Non si tratta di una guerra di difesa o di un'emergenza
umanitaria. Non è autorizzata dall'Onu. Non è un'azione della Nato, come era
per la Bosnia e per il Kossovo. Non sono questioni tecnico-giuridiche, come le
ha liquidate il ministro Frattini, ma motivazioni forti e inequivocabili".
Al coordinatore provinciale della Margherita non è piaciuto l'atteggiamento
ondivago del Governo "che ha detto che siamo a favore, ma solo un po', e
che siamo un po' impegnati ed un po' disimpegnati". E aggiunge:
"Nessuno mette in dubbio il legame forte con gli Usa. Ma in questa
occasione abbiamo il dovere di dire che sbagliano e di esigere il loro
rispetto". Poi ritorna sull'atteggiamento del Governo, riprendendo anche le
parole utilizzate dal leader della Margherita, Francesco Rutelli, nel suo
intervento alla Camera: "Berlusconi consegna, purtroppo, alla scena
internazionale un'Italia declassata, priva di credibilità, priva di spina
dorsale. Invece avremmo potuto svolgere un ruolo ben diverso per ricucire gli
strappi all'interno dell'Europa e del Consiglio di sicurezza".
Poi cita le parole utilizzate dal presidente della Commissione europea:
"Ha ragione Romano Prodi quando afferma che se i governi europei erano
divisi, la popolazione europea non lo era: l'unità, dimostrata contro una
guerra non necessaria, non è mai stata così forte. L'Europa è vecchia? Forse
sì, ma proprio per questo è saggia".
Lecco, 20 marzo 2003
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