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Rusconi: "Positiva la fine della guerra ma c'è poco da
festeggiare"
La conquista definitiva di Bagdhad segna di fatto la fine del regime di
Saddam e della guerra all'Iraq. Ma la soddisfazione non può tramutarsi in
tripudio, come qualcuno ha fatto in queste ore. Ne è profondamente convinto
Antonio Rusconi, parlamentare lecchese della Margherita: "Se da una parte
ogni giorno in meno di guerra rappresenta sicuramente un fatto positivo,
dall'altra non possiamo certo gioire per una guerra illegittima che ha provocato
centinaia di morti anche tra i civili, oltre a seminare la disperazione e
l'odio". E continua: "Questo conflitto rischia di dare ancora più
forza al terrorismo e di creare maggiore instabilità nell'area del Medio
Oriente. Chi ha voluto questa guerra ha anche deciso di mettere in un angolo l'Onu.
Ecco, in questo momento non possiamo che augurarci che si decida di ripartire
proprio dall'Onu per la ricostruzione del Paese in modo tale da puntare alla
democrazia e non agli interessi legati al petrolio". In questo contesto,
poi, Rusconi ritiene "necessaria una posizione unitaria dell'Europa a cui
finora il nostro Governo non ha certo contributo come invece avrebbe dovuto fare
per tradizione e senso di responsabilità verso i cittadini".
Lecco, 10 aprile 2003
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