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Referendum sull'articolo 18, la Margherita invita all'astensione

Astensione dalla partecipazione non come rinuncia, ma come scelta attiva. Questa linea sul referendum per l'estensione dell'articolo 18, portata avanti dai firmatari dell'appello Treu - Carniti - Trentin - Marini - Benvenuto - Bobba, è condivisa anche dal parlamentare e coordinatore lecchese della Margherita, Antonio Rusconi. "Il referendum per decidere se abolire o no la "soglia" di 15 dipendenti nell'applicazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è idoneo a risolvere alcun problema e rischia, anzi, di crearne di nuovi". Secondo i firmatari dell'appello, infatti, se la risposta al quesito referendario fosse "sì", si determinerebbe un quadro normativo sostanzialmente inapplicabile. "La situazione organizzativa, i rapporti interpersonali e psicologici nelle aziende piccole e piccolissime sono oggettivamente diversi rispetto a quelli che caratterizzano le aziende maggiori. E anche gli strumenti di tutela debbono tenere conto di questo diverso contesto. Eventuali aggiustamenti o correttivi, per essere davvero efficaci, dovrebbero tuttavia essere attivati con iniziative, strumenti e soluzioni appropriate". Se, al contrario, la risposta al quesito referendario fosse "no", essa potrebbe equivalere a negare l'esistenza di un problema che invece si pone. "Siamo, infatti, in presenza di un diffuso e profondo cambiamento delle forme del lavoro. Al tradizionale lavoro standardizzato e continuativo si accompagnano e sempre più si sostituiscono lavori precari, atipici, discontinui, provvisori, che necessitano di appropriate misure di tutela per ridurre una condizione di crescente insicurezza economica e sociale".

Rusconi ne è convinto: "Il referendum non è adatto a risolvere simili questioni. I concreti passi in avanti, nella tutela e nel riconoscimento dei diritti del lavoro sono sempre stati il prodotto di conflitti, di sperimentazioni consensuali, di norme condivise" E conclude "La contrarietà al referendum del 15 giugno nasce dalla convinzione che esso muove da un assunto sbagliato e fuorviante. Perciò, di fronte ad un quesito referendario che non può avere alcun esito positivo, siamo per la non partecipazione al voto. Astensione dalla partecipazione non come rinuncia, ma come scelta attiva, accompagnata dall'impegno a operare sul terreno legislativo e contrattuale per la predisposizione delle tutele necessarie affinché il lavoro in tutte le sue forme sia riconosciuto, protetto, valorizzato".

Lecco, 4 giugno 2003


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