I parametri di Maastricht non sono merce di scambio per tagliare le tasse. Berlusconi umilia l'Italia in EuropaDopo avere incassato i dubbi di Casini e di Bankitalia, Berlusconi gioca la carta dell'Europa. E per potere fare una riforma fiscale mille volte annunciata e mai effettuata chiede che siano rivisti al ribasso i parametri di Maastricht. "Condivido quanto detto da Letta e Bersani: va respinto il legame tra riforma del Patto di stabilità e di crescita e riduzione delle tasse - sottolinea Antonio Rusconi, deputato lecchese della Margherita - La riforma del Patto di stabilità non ha niente a che vedere con la riduzione fiscale. Può avere un senso solo per dare impulso alle spese per investimenti in ambito europeo e non solo in ambito nazionale. Il legame tra Patto e riduzione tasse, va rigettato perché è un legame assolutamente privo di alcun fondamento economico e del normale buon senso". Poi continua: "Credo che su un punto così importante come il Patto scrivere una lettera non sia il massimo... Credo sia meglio muoversi insieme con i partner europei, nei luoghi deputati, piuttosto che con iniziative personali che rischiano soltanto di apparire legate alla difficile situazione dei conti italiani. C'è una discussione in corso in Europa sul patto di stabilità e su questa sarebbe il caso che si appuntasse l'attenzione del Governo italiano. Nessuno però pensi di scaricare sull'Europa il fallimento della propria politica economica, dal momento che il contraccolpo sarebbe devastante, innanzitutto, proprio per il nostro Paese". Rusconi poi si schiera a difesa dell'Europa: "Nel dibattito politico sembra riemergere un atteggiamento verso l'Europa nutrito di insofferenza e di sfida. La si dipinge come una fonte di vincoli e non di benefici, se ne contestano le regole e si arriva a dire che ignorarle non è un delitto, è anzi il modo migliore di tutelare i nostri interessi. L´Italia non è l'unico Paese in cui questo atteggiamento ha preso a manifestarsi, anche se è forse l´unico in cui tra quanti lo esprimono vi sono cariche istituzionali di primissimo piano". Roma, 24 novembre 2004 | ||||||||||||
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