Il Governo pone la fiducia sul riordino ambientaleCon 316 sì e 225 no l'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo sulla legge delega per il riordino della legislazione in materia ambientale. Un provvedimento a cui il centrosinistra ha detto no in modo netto. "Con il voto odierno il centrodestra punta sull'ennesimo condono edilizio. - sottolinea il deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi - In questo caso, infatti, si permette di sanare abusi consumati in aree protette. La maggioranza continua a premiare chi distrugge l'ambiente, chi è stato informato che poteva farlo fino al 30 settembre, chi ha prodotto danni definitivi al paesaggio ed alla struttura geologica delle zone più pregiate, sottraendo alle nuove generazioni, ciò che a loro appartiene. Continua a premiare chi ferisce l'ambiente naturale e la cultura della legalità. Premiare i furbi, gli speculatori, i trasgressori delle leggi disabitua e demotiva a rispettare la legge. Questi sono danni duraturi, se non irreversibili, alla nostra civiltà democratica". Poi interviene sull'ennesimo ricorso al voto di fiducia: "Perché il Governo ha chiesto la fiducia? Perché le opposizioni stavano facendo ostruzionismo? No! Perché sul provvedimento insistevano troppi emendamenti? No! Erano poche decine e, a quest'ora, li avremmo tutti esaminati. Perché stavano scadendo i termini? No! E allora perché? Perché erano stati autorizzati alcuni voti segreti. Questo Governo, che può contare su un sovrappiù di quasi cento deputati rispetto a quelli dell'opposizione, non può consentirsi mai, oggi meno di ieri, di affrontare un voto segreto. Quando un Governo ha paura del voto segreto dei parlamentari della propria maggioranza è esso stesso a certificare la rottura del patto di fiducia con la propria maggioranza. Il Governo non si fida più dei suoi parlamentari che, a loro volta, non si fidano più di lui. Il problema è tutto qui. Allora, perché continuare? Perché non prendere atto della fine di un'esperienza? Perché trascinare il Paese nel gorgo di una crisi lunghissima? Perché costringere il Governo ad una penosa sopravvivenza sotto il polmone d'acciaio dei ricatti reciproci e della disperazione?". Roma, 25 novembre 2004 | ||||||||||||
|