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Immigrazione, necessario rivedere la Bossi-Fini

In questi giorni si parla molto del tema immigrazione viste anche le recenti ondate di profughi sulle nostre coste. Sulla spinosa questione interviene anche il deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi: "L'immigrazione è una grande questione nazionale. Ha ragione Enrico Letta: sarebbe utile per il Paese che maggioranza e opposizione collaborassero. Ma, perché si realizzi questa condizione, il governo deve abbandonare la filosofia demagogica della Bossi-Fini e dire no ai leghisti".

Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale della legge Bossi-Fini, Rusconi spiega: "Il centrosinistra è pronto a dare una mano. Ma prima il governo deve prendere atto del fallimento della legge: non solo alcune norme-chiave sono state dichiarate incostituzionali dalla Corte, ma la Bossi-Fini nel suo insieme si è dimostrata totalmente inefficace a contenere gli sbarchi dei clandestini e inadeguata a governare i flussi migratori. Anche alcuni ministri si sono resi conto di questo fallimento e invocano anche loro un cambiamento radicale di rotta. Cosa altro vuol dire il ministro dell'Interno quando chiede di fare il tagliando alla Bossi-Fini?"

Tra l'altro è inevitabile mettere a confronto questa legge sull'immigrazione con quella realizzata nella passata legislatura: "Non solo i governi di centrosinistra hanno fatto di più sul piano dell'accoglienza, non solo noi siamo stati capaci di riconoscere il valore decisivo dell'immigrazione per la sviluppo economico del Paese, ma anche in termini di sicurezza, come ha sottolineato lo stesso Letta, Iervolino, Turco e Napolitano hanno battuto Bossi e Fini! La loro incapacità si fonda sull'ambiguità politica. Sono legati a quella legge-manifesto, perché è uno dei capisaldi dell'alleanza tra partiti diversi come An e Lega e perché la demagogia anti-immigrazione è stata uno dei perni della loro campagna elettorale". E conclude: "Occorre governare l'immigrazione clandestina cercando la collaborazione dei Paesi dai quali i mercanti di uomini fanno salpare le loro barche cariche di disperati. Il metodo giusto è quello che aveva scelto il centrosinistra: stipulare trattati con gli Stati del Mediterraneo da cui partono le imbarcazioni. Basti pensare a quanto ottenuto con l¹Albania... Mi permetto di fare un appello. Basta demagogia e "sparate" propagandistiche: servono linee certe e tempi definiti. Occorre pianificare con intelligenza l¹immigrazione "tagliando" le gambe a quella clandestina".

agosto 2004

 


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