Rusconi: "Basta salvagente per il calcio professionistico"In questa settimana il decreto salvacalcio è stato accantonato. Netto il giudizio di Antonio Rusconi, deputato lecchese della Margherita e membro della Commissione Sport alla Camera: "Fin dall'inizio ho espresso contrarietà per un provvedimento ingiusto per quelle società come la Fiorentina o il Lecco che hanno pagato col fallimento, ma soprattutto inopportuno e spiacevole: in un momento in cui si chiede a tutti di tirare la cinghia, "cancellare" 510 milioni di euro di Irpef per le squadre di calcio sarebbe stato vergognoso!". E continua: "Il calcio italiano ha bisogno di altro. Servono riforme strutturali. Occorre prendere in considerazione il modello adottato dalla Nba del salary cap, che prevede la possibilità per le società di spendere in ingaggi non oltre il 60% degli introiti. Nel calcio italiano, invece, c'è chi spende per ingaggi il 150% dei ricavi. Esiste un problema grosso: oggi si pagano 1 milione di euro all'anno giocatori poco più che mediocri. In passato c'è stata molta dissennatezza: adesso è tempo di tornare a una gestione più oculata e più seria". Poi torna sul dibattito politico: "Per fortuna il decreto è stato accantonato. Sarebbe stato il quarto provvedimento di sanatoria fatto da questo Governo per il calcio dopo lo "spalmadebiti", la rateizzazione dell'Inail e l'accreditamento dell'Iva per la Champions League! Che poi le decisioni siano state prese dal presidente del Consiglio, che è anche "numero uno" del Milan, e sul fronte della Lega, da un presidente che è amministratore delegato del Milan, questo dimostra che in Italia la trasparenza è solo virtuale" 27 marzo 2004 | ||||||||||||
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