Conflitto di interessi, una legge farsa che arriva in grave ritardoAveva promesso di risolvere il conflitto di interessi nei primi 100 giorni. Invece la norma passa definitivamente alla Camera, dopo ben 1153 giorni di governo, con 268 voti favorevoli; 221 i no del centrosinistra. "E' una legge inefficace che non risolve il grave problema del premier - commenta Antonio Rusconi, deputato lecchese della Margherita - Ha fatto bene Castagnetti a elencare le proprietà di Berlusconi: 27 società nel settore delle assicurazioni e di servizi finanziari; 24 società nel mondo del cinema, dello spettacolo e dello sport; 15 società nel settore editoria; 3 società della grande distribuzione; 3 nel comparto new media; 8 società nel settore pubblicità; 32 società nei servizi di gruppo; 2 società di telefonia; 15 nel settore della televisione! Ecco in che cosa consiste il conflitto di interesse...". E continua: "Berlusconi può dormire sonni tranquilli. La legge sul conflitto di interessi, approvata ieri alla Camera, infatti non fa altro che tutelare i suoi interessi. Perché stabilisce che non è incompatibile con incarichi pubblici la semplice proprietà di imprese. Una norma risibile". Poi aggiunge: "Più che risolvere il conflitto di interessi, in realtà questo tardivo provvedimento lo legalizza: nel senso che conferisce una legittimità di facciata a una macroscopica e insanabile anomalia. Qui non si tratta, infatti, di proprietà private in senso stretto; né soltanto di beni materiali o immateriali, imprese, patrimoni immobiliari o finanziari. Nel caso specifico di Berlusconi, si parla di concessioni pubbliche, rilasciate temporaneamente dallo Stato su un bene collettivo come l'etere. E dunque, il presidente del Consiglio si ritrova nell'assurda situazione di essere controparte di se stesso, concedente e concessionario, locatore e locatario, padrone di casa e inquilino". In più, finché dura l'interim all'Economia, Berlusconi si trova di fatto a controllare tutta la televisione italiana: "Se non ci si accorge neanche di questa mostruosa anomalia allora è davvero preoccupante. Come ministro del Tesoro deve ricevere comunicazione dalla Rai sui dati economici e sui piani industriali. Siamo arrivati al paradosso che queste informazioni strategiche vengono date al proprietario dell'azienda concorrente... E' assurdo e inaccettabile". Lecco, 14 luglio 2004 | ||||||||||||
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