Riforma di facciataDopo mesi di annunci, la Cdl ha trovato una (nuova) intesa. Due settimane fa Berlusconi aveva ammainato la bandiera della riforma fiscale per colpa - diceva - dell'Europa e del debito ereditato. Ora, ecco la "riforma epocale" come lo chiama lui: aliquota del 23% per redditi fino 26.000 euro, 33% per redditi tra 26.000 e 33.500 euro e 39% per redditi superiori a 33.500 euro. Per il prossimo anno ai redditi superiori a 100.000 euro verrà applicato un "contributo di solidarietà" del 4%, introducendo di fatto una quarta aliquota del 43%. Ma solo per un anno; i ricchi hanno perciò ottimi motivi per dormire tranquilli. Alla riduzione delle tasse andranno 6,5 miliardi (tre anni fa si parlava di una cifra otto volte superiore), di cui solo 500 milioni per l'Irap: una vera presa in giro per le aziende che chiedevano ben altri interventi. Contemporaneamente a questa riduzione, il governo della destra aumenta le tasse di 7,8 miliardi di euro; la finanziaria 2005 toglie più di quello che dà, dunque, ed è molto generosa con i più ricchi. Le riduzioni delle tasse sono irrisorie: un operaio con 18mila euro di reddito, con moglie e figlio a carico, risparmia 175,84 euro l'anno; un imprenditore con 300.000 euro di reddito risparmierà 6.000 euro l'anno. Il totale della tanto annunciata riduzione delle tasse non raggiunge lo 0,4% del Pil; e, soprattutto, non ci sarà un impatto sull'economia del Paese, nessun effetto di rilancio dell'economia. Tutto si è ridotto a un piccolo obolo. Durante le presentazione delle novità in materia di fisco, Berlusconi e Siniscalco sono stati vaghi sulla copertura. L'azzardo della destra sulla riduzione delle tasse viene pagato togliendo risorse allo sviluppo, e perciò al futuro del Paese. Vengono, infatti, ridotti i fondi per la legge 488 (finanziamenti agevolati per aree depresse) e i fondi per il Mezzogiorno. Due miliardi di euro di copertura arriveranno dallo slittamento della seconda e terza rata del condono edilizio. Ma le entrate del condono sono incerte e tra qualche anno saranno sostituite da nuovi balzelli. Altre entrate arriveranno dall'aumento delle sigarette, dei bolli e delle imposte sul gioco. Tra 2005 e 2006 saranno recuperati 900 milioni dal turn over per i dipendenti pubblici, mentre 500 milioni sono garantiti dalla riduzione del 2% del personale nella scuola. La copertura della riduzione delle tasse è fatta sulla sabbia. Nel chiasso sollevato attorno alla questione della riforma fiscale pretesa da Berlusconi, esponenti della maggioranza hanno ripetuto stucchevolmente il ritornello secondo cui durante la precedente legislatura le tasse sono aumentate, causa anche dell'introduzione dell'Irap a carico delle imprese. L'unico aumento fu l'introduzione dell'euro-tassa, poi restituita ai contribuenti. Gli sgravi fiscali introdotti tra 1998 e 2001 ammontano a 4,4% del Pil e le tasse soppresse sono state 24. In due anni furono introdotti 10 miliardi di euro di tagli fiscali. Sempre tra '98 e 2001 fu registrato un notevole recupero dell'evasione fiscale. L'introduzione dell'Irap ha permesso la semplificazione fiscale, accorpando ben sei tasse e il prelievo risultò 6,5 miliardi di euro inferiore alla somma delle singole imposte abolite. La riduzione fiscale della destra è inferiore a quella fatta dal centrosinistra con la finanziaria del 2001, che fu superiore di un miliardo di euro rispetto a quanto annunciato da Berlusconi in questi giorni. Sempre nella legislatura del governo dell'Ulivo, l'avanzo primario è passato dal 4,1% al 5%; la destra lo ha portato all'1,3% (primo semestre 2004): ma queste cose i Tg non le raccontano. 26 novembre 2004 | ||||||||||||
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