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PD

Senza fiducia

Il governo Berlusconi approva la legge finanziaria 2005 con un nuovo voto di fiducia. Da quando è in carica, l'esecutivo della destra ha chiesto il voto di fiducia ben 24 volte. Se fossero uniti come cercano di far credere i telegiornali, non avrebbero bisogno di imporre il voto di fiducia su provvedimenti la cui approvazione diventa incerta a causa delle divisioni interne alla Cd!. In questo modo vengono compressi i tempi di discussione del provvedimento in Parlamento e i deputati della maggioranza sono "obbligati" a votare a favore del provvedimento stesso a cui è legata la sorte del governo: se il provvedimento non venisse approvato, il governo si dovrebbe dimettere. Così la Cdl si dimostra sempre più arrogante e, soprattutto, quasi infastidita dal confronto democratico in Parlamento. Inutile chiedersi il perché di questo abuso di voti di fiducia; gli alleati della Cdl non si fidano gli uni degli altri e sono obbligati ad andare avanti a testa bassa. Ogni voto segreto è un incubo per questa maggioranza perché potrebbe diventare l'occasione per imboscate; invece, con la fiducia lo spettro di modifiche incontrollate è vanificato. In Parlamento i deputati della maggioranza sono obbligati a dare un voto di fiducia per scongiurare elezioni anticipate proprio quando il governo tocca i minimi di fiducia nel Paese. Solo il 20% degli italiani, secondo un recente sondaggio, ha dichiarato di avere fiducia nel governo; in un anno l'esecutivo della destra ha perso il 4/2% dell'indice di gradimento.

Ora, non solo siamo di fronte all'ennesima dimostrazione di forza del governo con l'imposizione di un nuovo voto di fiducia al Parlamento; ma ciò avviene per l'approvazione della legge finanziaria che è una legge fondamentale. Con questo provvedimento, infatti, il governo stabilisce quanto e a chi dare e lo fa compiendo delle scelte politiche importanti. Decidendo i finanziamenti, il governo stabilisce l'ordine delle priorità per il futuro del Paese. Ma per il governo della destra la legge di bilancio è diventata una nuova occasione per barattare l'appoggio degli alleati più riottosi. La finanziaria è diventata così un campo di battaglia sul quale si sono consumati i contrasti intestini alla Cdl. Dopo essersi spartiti finanziamenti e poltrone hanno recuperato una apparente unità; i dissidi sono svaniti "come neve al sole". Della finanziaria presentata a settembre non è rimasto quasi niente. La vera legge di bilancio è stata presentata pochi giorni fa (due mesi dopo la scadenza prevista dalla legge) sotto forma di un emendamento scritto nottetempo. Nessuna consultazione con le parti sociali; e il Parlamento può solo approvare. E con questo emendamento, vero e proprio guazzabuglio di norme, il governo impone nuovi balzelli agli italiani; i telegiornali cercano di far credere che le tasse diminuiscono ma nel 2005 le tasse aumenteranno di quasi 4 miliardi di euro. Sono tasse che non aiutano la ripresa, non danno ossigeno all'economia italiana, da anni in stagnazione; e soprattutto sono tasse inutili, ingiuste e dannose. In finanziaria non c'è niente per aiutare la ripresa del sistema industriale, per incentivare investimenti, per aumentare la competitività delle imprese. Ma per finanziare la propaganda del governo hanno trovato 6 milioni di euro... Hanno scontentato tutti, mortificando le attese delle categorie produttive e delle famiglie. E anche i deputati della Cdl storcono la bocca, ma con il voto di fiducia potranno solo dire di sì. Questa è la destra: isolati nel Paese, divisi all'unanimità.

17 dicembre 2004


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