Voto di fiducia sull'ordinamento giudiziarioL’on. Antonio Rusconi giudica estremamente grave il fatto che il Governo mercoledì 30 giugno abbia messo l’ennesimo voto di fiducia (con oltre 100 parlamentari di maggioranza) su un tema di grande delicatezza come la riforma dell’ordinamento giudiziario. “Realizzare una riforma, scontentando, in realtà, tutte le parti in causa,
ovvero in relazione alla quale non vi è condivisione tra coloro che poi saranno
i tributari del potere di metterla in atto, vuol dire creare i presupposti per
il suo mancato funzionamento. Capisco la difficoltà di conciliare posizioni
talvolta diametralmente opposte, ma uno sforzo di questo tipo va comunque
compiuto in presenza di riforme, come questa, i cui effetti avranno tempi
medio-lunghi. Si tratta, infatti, di una riforma che consentirà l'inserimento
all'interno degli organici della magistratura di giovani che vi rimarranno per
almeno trenta o quarant'anni; è, quindi, una riforma che produrrà i propri
effetti in un tempo non breve, in relazione alla quale una condivisione era ed
è assolutamente necessaria. Inoltre non è pensabile affrontare una riforma di questo livello senza investirci neanche dieci euro ovvero senza partire dalle disponibilità finanziarie e costruire attorno a queste ultime tutta quella struttura che passa dall'organizzazione e dall'efficienza del servizio e, in ultimo, dalla legalità dello stesso. Dunque, soltanto in tal modo potremo creare le condizioni per una riforma che sia gradita al paese, mentre con il voto di fiducia non si fa nulla, si creano soltanto i presupposti per una spaccatura interna alla coscienza civile, per impedire un dialogo, per impedire un confronto e per nullificare la valenza della discussione all'interno dell'aula parlamentare. Questi sono i motivi per i quali come parlamentai della Margherita riconfermiamo fin da adesso un giudizio negativo sul presente provvedimento”. Roma, 30 giugno 2004 | ||||||||||||
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