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Battaglia in Iraq, Rusconi chiede chiarezza al Governo
L'Iraq è tornato al centro del dibattito dopo l'escalation di violenza che
ha coinvolto anche le truppe italiane impegnate a Nassiriya. Netta e
inequivocabile la posizione della Margherita, come spiega il deputato lecchese,
Antonio Rusconi: "Vorrei esprimere tutta la mia profonda partecipazione e
vicinanza ai nostri militari per la situazione di tensione e di difficoltà in
cui si trovano in queste ore. Ma adesso occorre chiarezza da parte del Governo.
Serve una svolta radicale. Chiediamo che si scelga la strada che anche la Spagna
ha già dichiarato di volere percorrere: il ritiro delle truppe entro il 30
giugno in assenza di un intervento dell'Onu. Condivido la posizione di Rutelli
quando sottolinea che mentre il Governo continua a dire agli italiani che siamo
lì per una missione umanitaria, i telegiornali ci fanno vedere che non è
così!".
E continua: "Quello che sta succedendo è terribile ma, purtroppo,
prevedibile. Ha ragione Romano Prodi: andarsene adesso non è possibile e
sarebbe sbagliato. Ma se bisogna restare, e in questo momento restare mi sembra
inevitabile, occorre farlo in un quadro diverso, un quadro che sia garantito
dalle Nazioni Unite e con una forte partecipazione degli altri Paesi
arabi". E a chi sostiene che il fatto di restare in Iraq sotto la bandiera
dell'Onu è solo un aspetto formale e non sostanziale replica: "E´ chiaro
che il potere deve tornare agli iracheni. E prima avviene, meglio è. Ma è
evidente anche che occorre adesso gestire la transizione in un contesto che sta
diventando sempre più incandescente. E per farlo bisogna avere sul terreno
forze in grado di garantire una transizione regolare e democratica. Se vogliamo
arrivare a questo risultato i soldati non possono essere percepiti come
occupanti. Devono essere forze amiche, che agiscono in un quadro condiviso dalla
popolazione. Anche su questo condivido il pensiero di Prodi: occorre una forte
integrazione di reparti militari anche di Paesi arabi la cui presenza
assumerebbe agli occhi degli iracheni un significato diverso da quello attuale.
Ma questo risultato è raggiungibile solo attraverso il coinvolgimento delle
Nazioni Unite. La svolta a questa situazione drammatica ormai non può venire da
Bagdad, ma solo dal Palazzo di vetro di New York".
Lecco, 7 aprile 2004
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