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Libri via internet? Proposta offensiva per la cultura

Ieri, martedì 23 novembre, il deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi, è intervenuto in Commissione per esprimere il suo no deciso al disegno di legge presentato dal ministro Siniscalco in merito ai testi scolastici."La proposta di sostituire i tradizionali libri di testo con una versione online scaricabile da Internet mi pare davvero assurda. Questo provvedimento non porta ad alcun beneficio né ecologico né economico. Si tratta unicamente di un atto di disistima verso la cultura. Una decisione che tra l'altro provocherà ricadute negative legate al diritto d'autore, alla proprietà editoriale e alla didattica". E aggiunge: "Non è vero che così si riuscirà ad ampliare la disponibilità e la fruibilità dei testi a costi contenuti. Da un lato questo provvedimento decreterebbe la fine del libro come strumento di trasmissione del sapere, di scambio culturale, di libera circolazione delle idee. Dall'altro si provocherebbero disagi e discriminazioni, non benefici, per le famiglie. Che cosa dovrebbero fare quelle famiglie che non hanno un computer? E poi, oltre al costo del computer per effettuare lo scarico da internet bisogna collegarsi sulla banda larga, bisogna sobbarcarsi le spese delle cartucce d'inchiostro e quant'altro per la riproduzione delle stampe a colori. Se si fanno i conti veri l'operazione provocherebbe un aggravio di costi, non un risparmio. E anche da punto di vista ecologico, risulta evidente che il risparmio di carta non ci sarebbe". 

Tra l'altro il Governo su questo tema dei testi scaricabili da internet si è attirato le ire di tutti gli addetti ai lavori. "La Assografici-Confindustria., l'Associazione Librai Italiani- Confcommercio, il Sindacato Italiano Librai, l'Associazione Nazionale Agenti, Rappresentanti e Promotori Editoriali hanno espresso la loro più netta contrarietà rispetto a una decisione che segnerebbe il declino e il ridimensionamento di un intero comparto con gravi ripercussioni occupazionali. 

Ma il centrodestra sembra intenzionato, con la sua abituale arroganza, ad andare avanti comunque...".

Roma, 24 novembre 2004


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