Settimana sociale dei cattoliciIl mondo cattolico è una realtà complessa, vitale e plurale. E' questo uno dei dati principali emersi dalla quarantaquattresima Settimana sociale svoltasi a Bologna. "Questa diversità di anime e di sensibilità rappresenta una straordinaria ricchezza - spiega il deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi - A patto, tuttavia, che sia riconosciuta e apprezzata per ciò che è". E continua: "Non posso che condividere quanto sostenuto dalla stragrande maggioranza degli interventi, che si è soffermata sulle "ferite" alla democrazia, del nostro paese, ma non solo. Ed è significativo il fatto che nella sintesi conclusiva Franco Garelli abbia parlato di "democrazia sofferente"². Il confronto durante la Settimana è stato serrato: "I cattolici a Bologna hanno parlato di grandi principi e di valori: quelli che devono orientare il loro cammino nella storia. E su quelli operare scelte politiche conseguenti. Se si parla di pace, di giustizia sociale, di solidarietà, di fraternità, di democrazia sostanziale, le convergenze o le compatibilità politiche sono chiare a tutti. Ovviamente è fondamentale partire da un¹idea portante: la centralità della persona umana e della sua dignità". E continua: "I valori vanno rispettati. E i cattolici non sono solo un "serbatoio di voti", o alleati da scegliere a la carte. Essi, per quanto esprimano una realtà plurale, si trovano uniti - lo si è visto anche a Bologna - nella condivisione, appunto, di una concezione della persona e della vita. Ad una cultura che è forse l'ultima a porsi, come scriveva qualche giorno fa Galli della Loggia, il problema del limite, e non solo di fronte alla scienza, ma ogni volta che un potere rischi di diventare oppressivo sull'uomo. E questo ha molto a che fare con la democrazia. Questa cultura può essere minoritaria. Ma non per questo può essere svilita o offesa, ridotta ad oscurantismo solo perché si ostina a tenere in vita spazi di non omologazione rispetto al relativismo etico". Dal confronto di Bologna sono stati però esclusi i politici. "L'assenza dei laici impegnati in politica non mi è piaciuta. Escludere i politici da una riflessione della Chiesa mi pare errato. Condivido quanto detto da Pierluigi Castagnetti. Se "la politica è una delle forme più esigenti di vivere la carità", perché chi la pratica deve accomodarsi alle finestre di casa sua, proprio quando gli altri familiari parlano di lui? Sia chiaro, in questa considerazione non v'è nemmeno l'ombra di una rivendicazione per così dire "di categoria", ma il desiderio di capire perché la Chiesa italiana non senta l'esigenza di ascoltare le ragioni e le esperienze di chi, tra i suoi membri, rispondendo anche a un suo esplicito invito, ha deciso di mettersi al servizio della comunità". Roma, 12 ottobre 2004 | ||||||||||||
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