Tagli alle tasse? Per pochi e i lavoratori dicono no al centrodestraDa pochi giorni è stata resa nota la riforma fiscale del Governo Berlusconi. E già si possono cogliere i primi numeri emblematici. "Quattro italiani su dieci otterranno qualcosa: in media un euro al giorno! Gli altri sei assolutamente nulla - commenta il deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi - Ecco la verità della riforma fiscale modello Berlusconi così come presentato anche nella relazione tecnica che accompagna l´emendamento al Senato. A dire il vero gli economisti della "Lavoce. info" pensano che non resisterà nemmeno quella moneta risparmiata al giorno e che , alla fine dei giochi, le famiglie pagheranno di più". La relazione presentata dei tecnici, comunque, è molto precisa. "I contribuenti favoriti dalla variazione d´imposta sono 15,6 milioni (40,7 per cento) con un risparmio medio pro-capite di circa 369 euro. I contribuenti sfavoriti sono 13 mila (0,03 per cento), con un aggravio medio pro-capite di circa 50 euro. Per circa 22,7 milioni di contribuenti (il 59,3) non si manifestano modifiche di prelievo". Nel centrosinistra si spiega invece come si sarebbero potuti usare questi soldi: "Le risorse non ci sono, ma quei 6 miliardi di euro messi sul piatto dal governo Berlusconi potevano comunque essere utilizzati in altro modo, concentrando gli sgravi sui redditi più bassi. Per esempio: assegni integrativi per i non capienti; tutela dei carichi familiari alzando l´abbattimento d´imposta; assegni familiari più consistenti; ripristino e potenziamento del fiscal drag. Così facendo, per un lavoratore con coniuge e due figli a carico la no tax area si sarebbe elevata a 15 mila euro di reddito e - sotto quel tetto - si concentrerebbero i maggiori sgravi fino ai 1.265 euro riconosciuti a chi, con coniuge e due figli minori a carico, dichiara un imponibile fino a 7.700 euro. Sotto i 17 mila euro si avrebbe comunque un risparmio superiore o uguale a mille euro". Intanto martedì 30 è stato effettuato il quinto sciopero generale contro Berlusconi: "I lavoratori italiani hanno voluto dire "no" alla Finanziaria, dire "basta con questo governo", che aggredisce i deboli e protegge i forti. C'è stata un´adesione dell´80 per cento in tutti i settori e punte di oltre il 90 in alcuni grandi gruppi. Ma nonostante questo il Governo fa finta di niente…". E continua: "Come hanno ricordato i sindacati il taglio delle tasse promesso nel "patto con gli italiani" valeva sei volte quello attuato. E poi Berlusconi ai pensionati aveva garantito 500 euro al mese, ma sono 4,5 milioni le persone al di sotto di questa soglia", la riduzione delle imposte non è che "uno specchietto per le allodole. Condivido in pieno quanto detto da Pezzotta: si danno tre lire ai poveri e tutto ai ricchi. Con una colletta, quella del contributo di solidarietà del 4 per cento, che è vergognosa. Senza dimenticare che "questa Finanziaria è tra le più pesanti degli ultimi dieci anni: taglia 24 miliardi di euro, che vanno aggiunti ai 7 della manovra correttiva di luglio; se poi si aggiungono i 6,5 miliardi dell´abbassamento della pressione fiscale, alla fine abbiamo l´equivalente di oltre 70mila miliardi di lire". Poi Rusconi conclude: "Anche se a qualcuno piace liquidare così il centrosinistra, noi non siamo il partito delle tasse. Noi siamo il partito delle responsabilità, delle scelte dolorose ma eque, del rilancio del Paese". Roma, 2 dicembre 2004 Un anno di tasse e promesse
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