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Meno tasse? La Grande Bugia.
Dagli italiani il governo vuole più tasse
Proviamo a fare chiarezza. La rimodulazione delle aliquote Irpef decisa dal
governo realizza l'obiettivo di "meno tasse per tutti"? Per niente:
secondo lo stesso ministero del Tesoro la manovra interessa al massimo quattro
italiani su dieci.
Serve a incentivare la crescita del Paese? Risposta negativa. <Non avrà
alcun effetto sull'economia> ha liquidato sul Corriere della Sera il
professor Francesco Giavazzi.
Produce un abbassamento della pressione fiscale tornata, con il governo di
centrodestra, a livelli superiori a quelli registrati quando governava l'Ulivo?
Anche qui la risposta è negativa. Ha spiegato il professor Tito Boeri sulle
colonne de La Stampa : <Nel 2005 non ci sarà una riduzione delle tasse ma
solo un cambiamento della struttura del prelievo dato che ai 4,3 miliardi di
sgravi Irpef occorre dedurre circa 2 miliardi di gettito di nuove imposte
indirette e i 2 miliardi derivanti dalla proroga del condono edilizio. Avremo un
po' meno tasse sui redditi e più imposizione indiretta, a parità di gettito,
ma nessuna riduzione delle tasse>; anzi, sommando anche i provvedimenti
previsti dalla finanziaria (circa 8 miliardi di nuove entrate), la pressione
fiscale lieviterà.
Sostiene le famiglie e i ceti meno avvantaggiati? Altra risposta negativa. Ha
affermato il professor Luigi Campiglio su Avvenire: <Il guadagno è
abbastanza diffuso tra chi già guadagna abbastanza. Nelle fasce medie questo
guadagno è molto fluttuante. La vera discriminante ingiusta è rimasta tra chi
ha figli e chi è single: quest'ultimo trarrà maggiori benefici dalla riforma.
Insomma sul piano dell'equità fiscale non sono stati grandi progressi>.
Abbiamo affidato l'azione di disvelamento della più macroscopica delle bugie
berlusconiane alla voce di osservatori e esperti per una ragione chiara: la
verità è sotto gli occhi di tutti, basta solo voler guardare anzi, per milioni
di italiani che ricevono le informazioni solo dalla televisione,
"poter" guardare per accorgersene.
Ad una leggera ed ineguale riduzione dell'imposizione diretta corrisponde
dunque un aumento generalizzato del prelievo fiscale perché con una mano il
governo restituisce 4,3 miliardi di euro (e, tanto per non dimenticare, il 64%
dei benefici totali va al 25% dei contribuenti benestanti) e con l'altra,
attraverso la tassazione indiretta (imposte di bollo, imposte di registro,
accise sulle lotterie e sui tabacchi, aumento del prelievo sul Tfr, mancata
restituzione del fiscal drag….), preleva dalle tasche dei cittadini 11
miliardi di euro: a questo punto facendo un po' di addizioni e sottrazioni si
ricava che lo Stato incassa poco meno di 7 miliardi di euro e quindi il prelievo
complessivo - che colpisce tutti, anche quelli che non possono ricevere benefici
fiscali dalla rimodulazione delle aliquote perché sono troppo poveri per pagare
l'Irpef - cresce. Alla fine non solo non c'è riduzione delle tasse ma, al
contrario, c'è un incremento del gettito fiscale per le casse dello Stato che
vuol dire incremento della pressione fiscale. Se questa è la vera e propria
beffa, non manca ovviamente il danno. Che è fornito dalla aleatoria copertura
del provvedimento che produrrà un nuovo buco di bilancio nel 2005 (tra l'altro
secondo alcuni organismi internazionali già ora è preventivabile una nuova
"stangata" il prossimo anno) e dai tagli alla pubblica
amministrazione, generici e illogici, che produrranno incremento non dei
risparmi ma dei disagi dei cittadini i quali, a loro volta, dovranno ingegnarsi
- e spendere altri soldi - per sopperire a questi disagi.
Ecco perché la manovra "epocale" ha di storico solo la enorme
menzogna che contiene e copre. Ecco perchè occorre fare ogni sforzo perché la
"Grande Bugia", così ben protetta dalle televisioni del servizio
pubblico e da quelle private, sia compresa dai cittadini.
Un anno di tasse e promesse
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