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Il discorso di Berlusconi? Da venditore d'aste

Non è piaciuta al centrosinistra la retorica utilizzata da Berlusconi nel suo discorso di fine anno. La bocciatura arriva anche dal deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi: “Ci aspettavamo che il premier facesse un discorso di ampio respiro, affrontando i veri problemi del Paese. Invece abbiamo assistito alla solita sceneggiata, all’ennesima farsa. Nessuna ricetta, nessuna idea, solo vaneggiamenti e illusioni da gettare in faccia agli italiani. Senza dimenticare poi l’uscita sulle alleanze future. L’idea di allargare la Casa delle Libertà mettendo insieme Udeur, Mussolini e i Radicali è da venditore d’aste non da capo del governo!”.

Poi aggiunge: “Ha ragione Prodi quando afferma che questa fanatica contrapposizione tra bene e male è la caricatura di un Paese che ha problemi sempre più gravi e un Governo incapace di affrontarli. Non volendo riconoscere la propria inadeguatezza Berlusconi si inventa cinicamente come diversivo una contrapposizione in termini che sarebbero ridicoli se non fossero il segno davvero allarmante della volontà di ricercare artificiosamente una radicalizzazione nel tentativo di occultare i guasti di una gestione negativa”. Le provocazioni berlusconiane avevano un obiettivo dichiarato: “Con parole vuote e false, il presidente del Consiglio ha ancora una volta cercato di coprire il fallimento della sua politica. Non c’è solo da cambiare una maggioranza di governo. C’è da rifare un Paese, sfasciato da una politica irresponsabile e incapace. E poi basta con le accuse infondate all’opposizione. Se uno critica il Governo non è anti-italiano”.

Poi conclude: “Il presidente del Consiglio non ha saputo resistere alla frenesia di riversare sull’opposizione veleni ed insulti, ricorrendo per giunta a sballate evocazioni apocalittiche, nemmeno in questo momento di straordinaria intensità del sentimento unitario degli italiani dinanzi alla immane tragedia che ha colpito il sudest asiatico. Evidentemente proprio non riesce a Berlusconi di svestirsi dei panni di uomo di parte, e perfino in stagioni tanto delicate e sentite non sa far altro che comizi”.

31 dicembre 2004 


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