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Assemblea della Margherita, un confronto costruttivo

Oltre 150 persone hanno preso parte giovedì scorso 9 giugno all’assemblea della Margherita provinciale, svoltasi a Calolzio presso la sala civica “G. Miglio”. Un confronto di alto livello dal quale è emerso un quadro di sostanziale unità del partito e nel quale sono stati ribaditi la permanenza nel centrosinistra e nella Federazione e il pieno sostegno alla leadership di Romano Prodi.

La Margherita lecchese (componenti della assemblea, portavoce dei circoli e aderenti) si è riunita in assemblea per approfondire e discutere, anche a livello provinciale, le ragioni che sono alla base della decisione assunta dalla assemblea federale lo scorso 20 maggio, quella cioè di presentare il simbolo della Margherita alle prossime politiche per quanto riguarda un quarto dei seggi della Camera.

L’assemblea si è svolta in un clima molto sereno e senza strappi. Una ventina gli aderenti che hanno preso la parola per esporre dubbi e convinzioni in merito alla scelta dell’assemblea federale.

Decisamente soddisfatto del confronto il segretario provinciale Stefano Motta: “La partecipazione straordinaria a questa assemblea dimostra l’interesse per l’argomento. Era importante trovarsi per discutere insieme le prospettive della Margherita. Ma il dibattito non finisce qui. Perchè siamo convinti che dal confronto si esca arricchiti. La nostra intenzione, perfettamente riuscita, era invece quella di fare chiarezza di fronte a una ricostruzione dei fatti non rispondente alla realtà e ribattere alla piega ideologica che ha preso la discussione. Perchè l’essere parte del centrosinistra non è mai stato in discussione, così come la guida di Prodi. Vorrei sottolineare che non c’è stata alcuna spaccatura interna e nessuno ha espresso posizioni esasperate tali da far presupporre scissioni o abbandoni. E poi voglio ribadire che non ci sono in vista derive centriste o strane alleanze. Pur nella diversità delle opinioni, tutti siamo convinti dell’importanza di andare avanti approfondendo la discussione sul Partito Democratico, che va riempito di significato, e lavorando per costruire una proposta di governo per il 2006. La discussione aperta rappresenta una prova di maturità per il partito e per gli aderenti che può e deve essere superata con la partecipazione di tutti e la condivisione della responsabilità delle scelte. Ecco perché dico: il confronto non finisce qui. Pensiamo a un momento come quello di Eupilio per discutere ancora e approfondire contenuti e strategie. Infine vorrei rassicurare i nostri elettori: la Margherita, anche a livello lecchese, crede nel centrosinistra, nella Federazione e in Romano Prodi come candidato per le politiche 2006”.

13 giugno 2005


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