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Rusconi: condivido le preoccupazioni di Prodi sulla devolution

Alla vigilia del voto sulla devolution che stravolge la Costituzione e indebolisce il Parlamento e il Capo dello Stato, il leader del centrosinistra Romano Prodi ha incontrato i deputati dell'Unione.

All' incontro era presente anche il parlamentare lecchese della Margherita, Antonio Rusconi: "Non posso che condividere le parole di Prodi. Si tratta di un grande passo indietro del Paese. Quella di oggi è la vittoria della Lega Nord. Un piccolo numero di parlamentari che rappresenta una parte del Paese è riuscito ad imporre una riforma che la maggioranza degli italiani non vuole e che non serve neanche al Nord. E lo dice un parlamentare del Nord orgoglioso di rappresentare il suo territorio!".

E continua: "A pochi mesi dalle elezioni una maggioranza che sa di non avere più la fiducia del Paese, che ha perso tutte le prove elettorali degli ultimi anni, divisa e frammentata al suo interno e priva di capacità di guida al suo esterno, sta per dare, con il voto sulla devolution, il colpo definitivo alla nostra Costituzione. Si tratta di una fuga in avanti grave e devastante. Questa riforma è il frutto del tentativo, tanto disperato quanto impossibile, di trovare un equilibrio fra le diverse forze della attuale maggioranza e le loro spesso opposte aspettative''. Il risultato sarà un sistema costituzionale assurdo, "con un presidente del Consiglio onnipotente verso la Camera dei deputati ma impotente verso il Senato, con il capo dello Stato che vede ridotti i propri poteri e limitato il proprio ruolo. Stessa cosa per gli altri organi di garanzia, a partire dalla Corte costituzionale, con le regioni e le autonomie locali che si vedono dare e togliere competenze secondo un disegno tanto macchinoso quanto incomprensibile nella logica che lo ispira".

E conclude: "E' una riforma lontana dall'interesse degli italiani,dai milioni di cittadini che stanno dimostrando sempre di più la loro voglia di democrazia, di partecipazione e di buon governo. Il rischio concreto è che siano messi in pericolo i diritti fondamentali dei cittadini basati sull'eguaglianza, sulla solidarietà, sulla condivisione da parte di tutti di un medesimo destino".

20 ottobre 2005

La devolution è legge, una brutta legge


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