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Bankitalia un'occasione persa, il centrodestra ha deciso di non decidere

Alla fine è uscita una "riformetta" davvero modesta. Dopo avere sbandierato ai quattro venti di aver fatto "il miracolo di San Silvio", il premier e il centrodestra hanno preso una decisione che non risolve il problema di credibilità per il Paese scaturito dall'affare Fazio.

"Sono convinto come Rutelli che sia stata una grande occasione persa - sottolinea il deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi -Daremo battaglia in Parlamento per migliorare decisamente delle misure che non vanno incontro alle attese del Paese. Ci sono, ma sono pochini, alcuni passetti. Sono troppo timidi rispetto alle risposte che aspettavamo. Gli italiani si attendevano che il Governo per una volta avesse la dignità di una riforma incisiva dopo la grande inquietudine che tocca i risparmiatori, le famiglie, le imprese e la credibilità del nostro sistema creditizio e della Banca d'Italia. E invece nulla cambia in Bankitalia nell'immediato". Poi aggiunge: "Alla fine ha vinto chi voleva salvare Fazio a tutti i costi, la Lega in primis. Il Governo non ha capito la gravità della situazione. Invece di questa azione di resistenza, chi governa la Banca d'Italia dovrebbe essere il primo a rendersi conto del crollo di credibilità avuto dal nostro Paese a livello internazionale e dimettersi". Sulla riforma modesta c'è anche un timore di fondo di molti: "Anche io penso che sarà molto difficile che la riforma venga approvata dal Parlamento. Ci sono più o meno 50 giorni di attività e non credo basteranno. Mi pare che l'obiettivo del Governo sia di impaludare tutta la vicenda. Tuttavia noi saremo pronti con gli emendamenti. Nella proposta del Governo ci sono cose positive, come il mandato a termine e il criterio della collegialità nelle decisioni. Ma bisogna aggiungere il limite di età per la carica del Governatore, affidare le competenze antitrust all'Authority competente, rivedere la questione dell'azionariato. Che cosa sono questi "enti pubblici" che potrebbero entrare nel capitale dell'Istituto? Le Regioni, forse? Noi siamo contrari a un'ipotesi di Banca d'Italia "federalista".

5 settembre 2005

Rusconi: Fazio dovrebbe dimettersi


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