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Giustizia, un'altra pagina vergognosa

Prima gli attacchi del presidente del Senato Pera al Csm e quindi a Ciampi, poi la fiducia sulla riforma della Giustizia. Due pagine spiacevoli che il deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi, stigmatizza: "Chiedere la fiducia su un provvedimento per cui il presidente della Repubblica ha chiesto il rinvio alle Camere rappresenta un comportamento gravemente scorretto. Dopo gli assalti verbali della Lega assistiamo all'ennesimo attacco gratuito a Ciampi. In questa situazione poi non si può non sottolineare con preoccupazione l'incomprensibile silenzio dei presidenti Pera e Casini. Non si capisce perché non spendano una parola contro il Governo per il sistematico ricorso ai voti di fiducia su tutti i provvedimenti di grande rilevanza istituzionale. Eppure questo comportamento configura una vera e propria espropriazione delle prerogative parlamentari". Quindi ricorda: "L'articolo 74 della Costituzione, nel prevedere il rinvio presidenziale, configura un rapporto a due, un dialogo diretto tra capo dello Stato e Parlamento. Il governo in questo rapporto non c'entra. Può avere un ruolo la maggioranza parlamentare che è altra cosa. Chiedere la fiducia snatura questo rapporto con l'intervento di un soggetto non previsto dalla Costituzione ed incide anche sul principio del bicameralismo, perché impedisce ad uno dei due rami del Parlamento di potersi esprimere liberamente, ma solo in maniera conforme. Ma c'è anche un'altra forzatura, come sottolineato anche dal collega Zaccaria: il cosiddetto emendamento Bobbio con cui il Senato ha attribuito carattere provvedimentale a una norma generale e astratta. Questa è la novità: si anticipa la precettività ma, soprattutto, si applica la norma ai concorsi in via di svolgimento. La fiducia che probabilmente la Camera, dati i numeri, concederà al governo rappresenta per il suo significato, un 'deterrente preventivo' contro un possibile secondo rinvio".

Poi Rusconi fa una riflessione sull'intervento di Pera contro il Csm: "Ha sollevato il problema della terza Camera del Csm senza che ci sia alcun fondamento. Non è mio uso contestare un rappresentante delle istituzioni, ma il presidente Pera questa volta ha davvero parlato al di fuori del proprio ruolo ... Rientra nei poteri dell'organo di autogoverno della magistratura inviare pareri al ministro su temi attinenti alla giustizia. Attaccare il Csm vuol dire poi attaccare ancora una volta il presidente Ciampi".

20 luglio 2005

Giustizia, un'altra pagina vergognosa


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