Lega di lotta, non di governoFrancesco Rutelli l’ha definita «una vicenda patetica» e Romano Prodi ha parlato di «atto inqualificabile». Anche il presidente del Consiglio ha preso le distanze dall’ultima gazzarra leghista al Parlamento europeo durante l’intervento del Capo dello Stato. L’indignazione è notevole ed anche scontata. Ma la carnevalata di Borghezio e Speroni è stata soltanto la più recente provocazione che esponenti del Carroccio lanciano senza rispetto per niente e nessuno. Non importa se l’immagine dell’Italia ne esce gravemente colpita, anche a livello internazionale. Non valuta la gravità istituzionale di quella messa in scena contro Ciampi. Niente interessa agli uomini con il fazoletto verde padano al taschino della giacca se non di avere maggiore visibilità, costi quel che costi. Così la Lega soffia sul fuoco del populismo e della demagogia allo sopo di ottenere qualche voto in più. Qualche settimana fa il ministro delle riforme istituzionali, Roberto Claderoli, aveva proposto la castrazione chimica per chi aveva commesso atti di violenza. Scorrendo il calendario a ritroso troviamo un’altra sua chicca: «Torniamo alla Lira per superare il momento di crisi economica e favorire le esportazioni». Ma il leghista aveva esternato anche in politica estera consigliando di adottare lo stato di guerra per difendere i confini italiani dalla minaccia terroristica. E così di sparata in sparata la Lega nord si prepara alle prossime campagne elettorali. Il partito di Bossi non è una componente marginale della Casa delle Libertà. Con il 3,9% dei voti gli uomini del Carroccio hanno tre ministeri importanti: Giustizia, Riforme istituzionali e Welfare. Ma nel momento in cui si pongono problemi importanti che riguardano l’identità di tutto il Paese, la Lega assume posizioni che nessuno accetta. Le volgari e rozze provocazioni agli esponenti dell’opposizione, al Capo dello Stato, agli organismi europei appaioni a dir poco demenziali. Il Paese e le istituzioni sono stanchi delle prevaricazioni, delle “sollecitazioni” leghiste. Tutta l’opposizione ha chiesto conto, con una interrogazione al governo, dell’aggressione a Ciampi a Strasburgo. Goffa è stata la risposta del ministro Giovanardi che ha parlato di «evoluzione positiva della Lega». All’Unione che chiedeva le dimissioni di Calderoli, Castelli e Maroni, il ministro per i rapporti con il parlamento ha risposto parlando di «piena compatibilità dei tre ministri con il governo del nostro Paese». Nei quattro anni dell’esecutivo della destra il peso del Carroccio è stato determinate e con i suoi utimatum e prevaricazioni è riuscita a tenere in mano gli alleati della Cdl. Imponendo non solo toni inammissibili ma anche scelte sbagliate comne la così detta dovolution. 15 luglio 2005 | ||||||||||||
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