Un bagno di folla per Rutelli e Pezzotta all'apertura della festa della MargheritaOltre 1000 persone hanno assistito all'incontro di apertura della prima Festa provinciale della Margherita, in svolgimento presso il Centro sportivo di Dolzago. Venerdì sera i numerosi presenti hanno potuto ascoltare il confronto tra il presidente nazionale della Margherita, Francesco Rutelli, e il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, moderato in modo sapiente dal giornalista della Stampa, Roberto Ippolito. A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Dolzago, Piergiorgio Panzeri: "Ospitiamo con orgoglio questa prima festa. Sono qui per ascoltare e trovare risposte. Oggi viviamo una crisi della politica che è soprattutto una crisi morale". Poi ha preso la parola il coordinatore provinciale della Margherita, Stefano Motta: "Una delle tante cose che Berlusconi ci ha insegnato è che per governare non basta essere protagonisti nelle istituzioni, ma bisogna essere presenti nelle comunità. Questa è un’ occasione forte per dialogare con chi è parte viva del Paese". Quindi il microfono è passato al deputato lecchese della Margherita, Antonio Rusconi: "Questa festa nasce da una scommessa: vogliamo cambiare il vento anche in Lombardia, una regione che a 3 mesi dalle elezioni è ancora bloccata per le tensioni tra Formigoni e la Lega. Pezzotta e Rutelli hanno la capacità di dire cose scomode ma importanti per il Paese. Devo riconoscere a Francesco la volontà di costruire un partito che oggi non c'è e la capacità di parlare già oggi come se fossimo già al Governo. E con il sindacato la Margherita deve imparare a confrontarsi. Se poi Pezzotta ha altri uomini da prestarci dopo Carlo Spreafico noi ci stiamo!". Il primo a prendere la parola nel dibattito vero e proprio è stato Pezzotta: "Il Paese è economicamente in emergenza. Moltissime aziende chiudono o chiedono la cassa. Però rifiuto la parola declino, che ha connotazioni negative che non mi piacciono: l'Italia ha risorse e potenzialità enormi. Certo, non possiamo rincorrere il basso costo: noi dobbiamo e possiamo competere con le grandi economie mondiali. E poi occorre cambiare il nostro capitalismo: servono imprenditori che sappiano rischiare". Rutelli, dopo avere elogiato pubblicamente Rusconi ("Lo so che siete qui per Rusconi: si merita questo successo") ha sottolineato i meriti di Pezzotta: "E' l'espressione dell'orgoglio dell'autonomia. Troppe volte in passato i rapporti tra sindacato e politica non sono stati sani. Devo riconoscere a Pezzotta la capacità di essere coerente e coraggioso. Siamo in recessione? Purtroppo sì. I conti dell'Italia vanno male. Berlusconi aveva promesso 5 anni di crescita al 4%. Alla fine non arriveremo neanche al 4% totale! Il centrosinistra deve prepararsi già oggi a governare con proposte positive frutto di analisi severe. Dobbiamo mostrare la strada per riprendere lo sviluppo, la crescita e la coesione sociale. E dobbiamo recuperare molti voti: sono convinto che vinceremo se riusciremo a primeggiare al Nord. E vorrei ricordare che nel 2001 la Margherita al Nord ha preso più voti della Lega. Dobbiamo riconquistarli e prenderne altri, soprattutto tra i delusi del centrodestra". Riprendendo la parola Pezzotta ha spiegato la sua idea di sindacato: "Non vogliamo né un sindacato collaterale né una struttura che sia cinghia di trasmissione. Noi siamo per la dialettica. Sono convinto che la politica abbia bisogno di soggetti autonomi. Poi è chiaro che il sociale che si organizza è creatore naturale di classe dirigente". Il presidente della Margherita ha poi fatto una promessa: "Noi ripartiremo dalla concertazione, consapevoli della drammatica situazione attuale dove, nonostante la recessione, continua a esserci inflazione. La prima cosa che il governo di centrosinistra dovrà fare è chiudere in una stanza le parti sociali, buttare la chiave e definire insieme un Patto per governare il Paese. Noi siamo alleati con chi produce ricchezza e lavoro". A Berlusconi che dice che l'economia va bene, Pezzotta ha risposto così: "E' un errore perché non si responsabilizza il Paese. La nostra è una crisi strutturale, esistenziale. Ecco perché diciamo fin da ora che siamo disponibili, con chi governerà dal 2006, a un patto di legislatura serio in cui si parli di politica industriale e tutela dei redditi di lavoratori e pensionati. Andare a palazzo Chigi come avviene oggi non ha senso.". Stuzzicato sul tema delle rendite, Rutelli ha spiegato: "Occorre procedere con un'armonizzazione. Non penso certo a interventi di carattere punitivo. Dobbiamo incentivare gli investimenti in Italia. Cosa che oggi non avviene perché c'è una giustizia che non funziona e ci sono cambiamenti fiscali ogni 30 secondi". 16 luglio 2005
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