Da Berlusconi parole vuote sulle dimissioni di Siniscalco e i problemi dell'economiaIl premier Silvio Berlusconi si è presentato alla Camera per affrontare la questione delle dimissioni di Siniscalco e parlare della situazione del Paese. Ma alla fine è emerso ben altro. "Non ci ha spiegato il perché dell' addio dell'ennesimo ministro e il ritorno di quello che solo 14 mesi fa sembrava il "colpevole" - spiega Antonio Rusconi, deputato lecchese della Margherita - E invece di parlare di strategie e linee guida, Berlusconi ha fatto propaganda elettorale". E reduce dal dibattito alla Camera aggiunge: "Penso che Siniscalco, che ha avuto serie responsabilità nell'attività di Governo in questi quattordici mesi, non potrebbe sottoscrivere quanto detto dal premier, tanto è vero che se ne è andato! Siniscalco, infatti, si è dimesso dichiarando che gli era impossibile condurre, con questa maggioranza, una politica economica coerente e predisporre un disegno di legge finanziaria in grado di risolvere i gravissimi problemi del paese e che, allo stesso tempo, era impossibile definire una posizione del Governo in ordine alla vicenda della Banca d'Italia!". Parlando di Finanziaria aggiunge: " Come si fa contemporaneamente a proporre agli italiani che vi sia un ricavato, di 1,8 miliardi dalla lotta all'evasione fiscale e di 3 miliardi dall'estensione del condono fiscale? Ciò è la conferma di una politica che il Governo sta conducendo smantellando la credibilità del fisco e la capacità di raccogliere risorse secondo le modalità corrette. In tal modo, la pretesa di presentare simultaneamente un nuovo condono, un'estensione del condono ed un recupero della capacità dello Stato di raccogliere risorse, in un rapporto di fedeltà e di fiducia con i cittadini, è inevitabilmente destinata a fallire. Si tratta dell'ennesima Finanziaria fumosa, che sovrastima la crescita e le entrate fiscali, e sottostima la spesa". E sulla querelle Bankitalia evidenzia: "Il Governo non ha fatto nulla di serio e concreto. Non bastano le uscite di singoli ministri, subito smentite da altri colleghi.. Servirebbe una presa di posizione netta dell' Esecutivo, non i dispetti in ambito internazionale" 28 settembre 2005 | ||||||||||||
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