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PD

Riflessioni dopo il voto del 13 e 14 aprile

di Carlo Spreafico

Il voto del 13 e 14 aprile ha visto la vittoria della coalizione di centrodestra, composta da PDL e Lega Nord. Il PD incassa dunque una sconfitta, le cui ragioni devono essere capite e approfondite. Ma occorre anche dire che il risultato elettorale non è deludente come alcuni lo descrivono. Tra PDL e PD infatti in provincia abbiamo un sostanziale pareggio (una incollatura), a Lecco città ed in molti comuni siamo il primo partito.
In condizioni di estrema difficoltà, derivata dalla crisi del governo Prodi, il PD ha preso più voti dell’Ulivo del 2006, quando fortissimo in tutta Italia era il sentimento di rifiuto verso Berlusconi. Il voto di quest’anno è il frutto, nel bene e nel male, di scelte importanti, come la presa di distanza dall’esperienza dell’Unione, dalla coalizione estesa e conflittuale, che per la seconda volta aveva i numeri per battere Berlusconi ma per la seconda volta dimostrava di non essere in grado di esprimere una soddisfacente capacità di governare. È stato sbagliato non prendere atto subito della limitatezza del consenso in Parlamento, com’è stato negativo che ogni componente dell’Unione pretendesse di mettere le proprie bandierine, dando all’Italia uno spettacolo non certo edificante, di lottizzazione e di spreco. Il PDL ha vinto solo grazie all’alleanza con la Lega, i cui voti risultano determinanti per il governo. La Lega ha incassato in gran parte la nuova domanda di rappresentanza politica che il nord da tempo esprime ed a cui noi dobbiamo saper rispondere più adeguatamente senza cadere nella tentazione di fare il partito nordista né in quella di considerare il voto leghista semplicemente una protesta.

La nascita del PD, la sua scelta di non riproporre l’Unione e di semplificare il quadro politico ha spinto anche il centrodestra a un’alleanza meno ampia. Ora il quadro è chiaro: chi ha vinto ha i numeri per governare e chi è in minoranza ha la forza per fare una opposizione basata sul merito per prepararsi al futuro governo del Paese. E può farlo partendo dal nord del Paese ed in particolare dalla regione Lombardia che potrebbe andare al voto anticipato a causa delle scelte personali del presidente Formigoni.

In questi anni di governo Prodi sono state compiute scelte, per il federalismo con l’apertura di un tavolo bipartisan di trattativa con il Governo, per la modernizzazione dell’amministrazione pubblica, per le infrastrutture promesse e mai fatte in Lombardia (es. nuovo ponte Olginate-Calolzio, Lecco-Bergamo), per l’innovazione e la ricerca di cui ha beneficiato il nostro Politecnico. Già dalle prossime occasioni elettorali regionali amministrative ed europee, dimostreremo la nostra volontà di dare al Nord le risposte che cerca.

Il pragmatismo del Nord non va considerato senza anima e dettato dall’egoismo che perciò si esprime contro Roma e guarda con simpatia la Lega e pesa il progresso in base ai chilometri quadrati di strade e ferrovie ed alla quantità di collegamenti aerei. Un giudizio di questo genere è fuorviante e porta ad infondati commenti sul fenomeno leghista, che ormai, può piacere o meno, rappresenta dei “valori” (che non si esorcizzano definendoli pseudo valori) che attraversano tutte le classi sociali e tutti i territori del Nord compresi quelli che non hanno il problema Malpensa. Infatti la Lega anche in Veneto ed in Piemonte raddoppia i voti. La Lega rappresenta con esasperazione una idea di società che si è stratificata intorno a temi quali l’immigrazione e la sicurezza, la difesa protezionistica dalla globalizzazione ed il federalismo fiscale. Temi dei quali il PD, pur avendo proposte credibili, non è riuscito a trasformarle con altrettanta efficacia in linguaggio popolare, confermando l’impressione di essere un partito centralista anziché federale. In realtà se oggi si può parlare di federalismo è proprio perché l’Ulivo nel 2001 ha introdotto le modifiche al Titolo V della Costituzione che oggi tengono aperto lo spazio per applicare un federalismo differenziato sui poteri delle Istituzioni ed un federalismo fiscale.

18 aprile 2008


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