Democrazia è libertà - La Margherita - Per l'Ulivo La Margherita - Provincia di Lecco cerca nel sito
home appuntamenti comunicati documenti circoli dibattito link

PD

La destra divisa, che divide

di Antonio Rusconi

«Mentre la destra litiga e si divide, noi, uniti in una grande alleanza abbiamo già scelto i nostri candidati, i nostri candidati comuni. È la prima volta che questo succede con così tanto anticipo alle elezioni regionali». Così, nei giorni scorsi, Romano Prodi ha fotografato la situazione politica. A una destra lacerata e litigiosa unita solo quando attacca l’avversario si contrappone un centrosinistra unito: «Una unione forte, la nostra, - ha proseguito Prodi - perché aperta al contributo e sostenuta dalla partecipazione dei cittadini, delle associazioni e dei movimenti della società civile. Una unione stabile, attorno ad un progetto condiviso». Con questa unità il centrosinistra si presenta agli elettori come una forza credibile per il cambiamento del Paese, iniziando dalle regioni.

Un confronto politico vero e approfondito ha permesso infatti la nascita de «l’Unione», vera novità politica in Italia negli ultimi anni. A fronte di una destra divisa, che ha diviso il Paese, il centrosinistra dà vita ad un progetto politico innovativo e credibile con l’ambizione di dare fiducia all’Italia che da troppo soffre della mancanza di un progetto, di una guida politica affidabile. Già alle elezioni europee la lista Uniti nell’Ulivo ha raccolto più di 10 milioni di voti affermandosi come il primo partito italiano; con quella esperienza è iniziata una nuova fase nella vita politica del Paese grazie alla generosità della Margherita, dei Ds, della Sdi e dei Repubblicani italiani che hanno deciso di condividere un progetto di integrazione e unità. I candidati del centrosinistra alle prossime elezioni regionali stanno già facendo campagna elettorale, ascoltando i cittadini, anche se i telegiornali non lo raccontano. E in gran parte delle regioni sarà presentata la lista unitaria della federazione dell’Ulivo.

Tutto l’opposto di quello che fa la destra. A due mesi dalle elezioni regionali, la Cdl non è riuscita ancora ad accordarsi. Tensioni e veti incrociati paralizzano le scelte della destra. Senza nessun rispetto delle esigenze e delle richieste delle realtà locali i candidati vengono imposti dai leader della destra da Roma. Anche le candidature per le regionali sono così diventate terreno di scontro tra i partiti della destra. Con un atteggiamento autoreferente la destra si chiude al confronto con il Paese e la società civile. E così slogan e annunci, come al solito, sostituiscono il programma. Spaccati su tutto, i leaders della destra collezionano record di inconcludenza e rinvii. Le candidature per le regionali da mesi sono all’ordine del giorno nei loro vertici così come il provvedimento sulla competitività, rimandato di mese in mese. «Stiamo discutendo, lo stiamo affinando, si sta facendo un lavoro collegiale» afferma Siniscalco; mentre Brunetta consigliere economico di Palazzo Chigi si è giustificato che «le condizioni economiche sono favorevoli, ma l’azione del governo è ferma, praticamente bloccata». Tutto ciò dura da troppo tempo; apprezziamo la sincerità… ma il Paese non si può più permettere questo governo. Le aziende hanno necessità di risorse per l’innovazione, la ricerca e la competitività. La verifica più lunga della storia della Repubblica, record del governo della destra, non ha portato ad un accordo su temi importanti e delicati per il rilancio dell’economia e per quelle vere riforme che servono all’Italia.

E dunque mentre la destra divide l’Italia, il centrosinistra «presenta un disegno complessivo che prevalga sugli interessi di parte – ha detto Prodi - perché questo Paese merita di più, merita un po’ più di felicità».

11 febbraio 2005


home appuntamenti comunicati documenti circoli dibattito link contatti sommario

note tecniche

Accessi dal 12 agosto 2002: