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"Il ritorno" di Formigoni al Pirellone

Quando mai inizierà questa legislazione regionale?

E così Formigoni ha praticamente deciso di restare Presidente della Regione e di lasciare il seggio al Senato. Mai decisione fu più scontata. Al punto che l’annunciatissimo “referendum” on-line per far decidere ai Lombardi se restare o no si è ormai ridotto ad una trovata mediatica di scarsissimo effetto.

La ragione di tutto ciò è semplice. Berlusconi ha perso le elezioni ma non fino al punto da rendere possibile la lotta di successione a se stesso né come capo di Forza Italia né come leader della Casa della Libertà. A Formigoni non resta dunque che ripiegare, si fa per dire, sulla prosecuzione della presidenza regionale che giungerà probabilmente al termine naturale del terzo mandato.

Non me ne compiaccio e non me ne dolgo. I problemi veri che abbiamo di fronte sono altri e diversi dal destino personale del Presidente. Spero solo che la lunga stagione di attesa e improduttività iniziata con le elezioni regionali dell’anno scorso si chiuda finalmente in tempi rapidi. Formigoni ha commentato la sua breve esperienza a Roma, riprendendo una definizione di Attilio Piccioni, che fu stimatissimo parlamentare DC, come “ozio senza riposo e fatica senza lavoro”. Questa descrizione si attaglia benissimo anche alla prima parte della legislatura regionale iniziata un anno fa. All’inizio il lunghissimo braccio di ferro con l’Assessore alla Sanità Cè e la Lega Nord, che ha paralizzato l’attività. Poi la preparazione, tribolata per l’opposizione di Berlusconi, dell’avventura nazionale del Presidente e oggi la finzione del referendum dei Lombardi. Infine l’incubazione del rimpasto del governo regionale che si preannuncia complicato e consistente.
Una domanda si impone: quando mai inizierà davvero questa legislatura? Non mi riferisco all’attività amministrativa minuta che è proseguita anche quest’anno ma che potrebbe benissimo essere attribuita ai Comuni e agli altri enti locali. Parlo delle scelte importanti su sanità e servizi sociali, governo del territorio, formazione professionale e lavoro, infrastrutture di trasporto e tecnologiche, tutte cose che sono rimaste al palo.

Il Presidente Formigoni dichiara di volere un federalismo di pieno valore. Ma lui sa benissimo che il federalismo si costruisce sui grandi temi e che tutto ciò presuppone un Consiglio Regionale (che è, non dimentichiamolo, la terza assemblea legislativa d’Italia) pienamente investito delle sue funzioni di legislazione, di programmazione e di alta amministrazione. Compiti che non sono stati esercitati in questo scorcio di legislatura se non in misura minimale.

Forse apparirà strano, detto da un oppositore quale sono, ma mi auguro che Formigoni abbia ancora la volontà di essere leader politico della Lombardia e non soltanto un capo esausto di una compagine di Giunta sempre più ripiegata su scelte di piccolo cabotaggio. L’opposizione non si può fare ad un muro di gomma.

Giuseppe Adamoli - Consigliere regionale Margherita-ULivo


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